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Paletti sui beni ai soci La norma del dl 138/2011 non ammette interpretazioni estensive

Imprenditori individuali non obbligati alla comunicazione telematica dei finanziamenti ricevuti dai loro familiari. L’inclusione degli stessi nel novero dei soggetti obbligati alla trasmissione telematica entro il prossimo 12 dicembre, è frutto di un eccesso di delega da parte del provvedimento direttoriale del 2 agosto 2013 n. 94904.

Secondo l’articolo 2, comma 36 septiesdecies del decreto legge n. 138/2011 – fonte primaria istitutiva del nuovo obbligo di comunicazione all’anagrafe tributaria – l’Agenzia delle entrate deve infatti monitorare sistematicamente soltanto «qualsiasi forma di finanziamento o capitalizzazione effettuata nei confronti della società».

L’uso di tale termine esclude quindi ogni rilevanza ai fini del controllo in questione agli apporti effettuati verso le imprese individuali.

L’unico soggetto giuridico destinatario di apporti finanziari che rilevano ai fini della disposizione normativa sopra ricordata è dunque l’impresa nella sua veste collettiva.

Al contrario invece le disposizioni contenute nel citato provvedimento direttoriale prevedono testualmente che i soggetti obbligati alla comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni ricevute sono «i soggetti che esercitano attività d’impresa sia in forma individuale che collettiva».

Il confronto fra le due disposizioni evidenzia dunque un conflitto che non può che risolversi a favore di quella che fra le due norme assurge al rango di fonte primaria, ovvero l’articolo 2 del decreto legge 11 agosto 2011 n.138.

È proprio quest’ultima disposizione normativa che prevede espressamente la necessità di un successivo intervento normativo di natura secondaria, un provvedimento direttoriale appunto, al quale viene però affidato unicamente il compito di individuare «modalità e termini» per l’effettuazione della comunicazione e non certo l’ampliamento della platea dei soggetti obbligati e dei finanziamenti rilevanti.

Alla luce di tutto ciò, semplicemente applicando i principi generali che presiedono il diritto tributario, si deve dunque ritenere che le imprese individuali, anche se destinatarie di finanziamenti o apporti monetari da parte dei familiari del titolare di importo superiore ai 3.600 euro, siano comunque escluse dall’obbligo di redazione e di invio telematico della comunicazione prevista dal provvedimento direttoriale del 2 agosto 2013 n. 94904.

Tale mancata comunicazione non potrebbe dar luogo ad alcuna sanzione perché quella dei finanziamenti ricevuti dall’imprenditore individuale è fattispecie non prevista dall’articolo 2, comma 36-septiesdecies del dl 138/2011, fonte normativa primaria istitutiva del nuovo obbligo di comunicazione telematica all’anagrafe tributaria.

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