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Paletti penali sulla disclosure

Esclusione della punibilità per i delitti di infedele presentazione della dichiarazione dei redditi e dichiarazione omessa sia con riferimento alla precostituzione della provvista estera, sia con riferimento ai redditi prodotti su tali attivi. Nessuna esclusione della punibilità in caso di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti o di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici ma solo una attenuante speciale che prevede la riduzione della pena fino alla metà. Se la provvista estera è stata precostituita tramite l’utilizzo di un conto “non dichiarato” riferibile all’impresa, nessuna esclusione della punibilità ma solo una attenuante vista la fraudolenza insita in una tale condotta. La bozza di decreto legge sulla voluntary disclosure che dovrebbe essere già oggi all’esame del Consiglio dei Ministri, contiene le attese coperture penali per i contribuenti che decideranno di avvalersi della procedura di “collaborazione volontaria” entro il 30 settembre 2015.

La procedura si basa sulla “confessione stragiudiziale” resa dal contribuente all’Amministrazione Finanziaria in ordine alla detenzione di investimenti ed attività finanziarie estere in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale. Oggetto della confessione anche le informazioni relative ai redditi sottratti a tassazione che sono alla base della precostituitone della provvista estera. Il contribuente dovrà fornire tutti i documenti (come gli estratti conto) per permettere all’amministrazione finanziaria la ricostruzione analitica dei redditi che si sono generati sugli attivi detenuti all’estero (es. interessi e capital gains). La procedura sarà dunque una procedura analitica ed il ruolo del professionista chiamato ad assistere il contribuente sarà essenziale per agevolare l’attività di ricostruzione dei redditi che sono stati alla base della precostituitone della provvista estera nonché dei redditi generatisi, anno per anno, sulla provvista estera non dichiarata.

Di particolare rilievo l’introduzione di un reato ad hoc per il contribuente (ed eventualmente per il professionista a titolo di concorso) che esibisce documenti nell’ambito della procedura di collaborazione volontaria ovvero fornisce dati e documenti non rispondenti al vero, condotta questa che sarò punita con una pena particolarmente pesante: da un minimo di un anno e sei mesi ad un massimo di sei anni.

Completa il pacchetto, la modifica della norma incriminatrice del riciclaggio (art. 648 bis del codice penale): sarà perseguibile l’auto-riciclaggio, la condotta cioè di colui che avendo concorso nel delitto presupposto (es. la frode fiscale), trasferisce il provento del delitto in modo che ne sia ostacolata la sua provenienza delittuosa. L’introduzione dell’auto-riciclaggio renderà sanzionabili penalmente tutti coloro che trasferiscono in modo da ostacolarne la provenienza il provento di evasioni fiscali rilevanti da un punto di vista penale di cui sono soggetti attivi o concorrenti anche se tali delitti presupposto non sono più perseguibili penalmente perché colpiti da prescrizione.

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