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Paletti al concordato prenotato

Concordato accelerato ma con obblighi informativi rinforzati e sanzionati. A pochi giorni dal via alle modifiche della legge fallimentare spuntano le correzioni. Neppure il mancato utilizzo della decretazione d’urgenza scansa dunque da errori l’introduzione delle norme sul diritto della crisi d’impresa appena modificate con la legge 134 di conversione del decreto crescita (dl 83/2012). Infatti, a pochi giorni dall’entrata in vigore della novità legislative, è stata pubblicata sulla G.U. n. 206 del 4-9-2012 l’errata-corrige al testo precedentemente pubblicato sul s.o. n. 171/L dell’11 agosto 2012.

Le precisazioni rimediano alla dimenticanza di tre commi (esattamente i nuovi commi 8, 9 e 10) inseriti con le modificazioni apportate in sede di conversione all’art. 161 della legge fallimentare.

Il decreto crescita, come noto, tra le novità più importanti, ha previsto la possibilità di anticipazione della crisi delle imprese commerciali fallibili, che possono, dal prossimo 11 settembre, depositare una semplice domanda per la «prenotazione» del concordato preventivo, che può essere per altro convertito in accordo di ristrutturazione dei debiti. Il tribunale che riceve la domanda del debitore, che dichiara di essere in difficoltà e chiede di avere assegnato un termine tra i 60 e i 120 giorni (prorogabile di ulteriori 60 giorni) per il deposito del piano di concordato e della attestazione di legge predisposta da un professionista nominato dallo stesso debitore, valuta la domanda e fissa il termine. In caso di pendenza di istanze di fallimento a carico del debitore, il termine non può essere superiore a 60 giorni. Ai sensi del nuovo comma 8 dell’art. 161 legge fallimentare, il tribunale quando accoglie la domanda deve fissare anche «gli obblighi informativi periodici, anche relativi alla gestione finanziaria dell’impresa, che il debitore deve assolvere sino alla scadenza del termine fissato». In pratica, durante la gestione che va dalla domanda di pre-concordato alla data di deposito del piano con la proposta ai creditori e della attestazione che ne convalida la fattibilità e la veridicità dei dati, il debitore deve rendere le informazioni che diano evidenza che la situazione non sta peggiorando e pregiudicando la par condicio creditour. Lo stesso comma 8 dispone altresì che «in caso di violazione di tali obblighi, si applica l’articolo 162, commi secondo e terzo», ovvero la domanda viene dichiarata inammissibile e se pendenti istanze di fallimento dei creditori o del pubblico ministero il debitore inadempiente può essere assoggettato a fallimento.

Le nuove disposizioni chiariscono inoltre che la domanda con cui viene «prenotato» il concordato preventivo è inammissibile quando il debitore, nei due anni precedenti, ha presentato altra domanda ai sensi del medesimo comma alla quale non abbia fatto seguito l’ammissione alla procedura di concordato preventivo o l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti.

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