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Pagamenti più rapidi alle imprese, al via gli anticipi della Cdp alle Pa

Roma

Al via la replica dell’anticipazione di liquidità per il pagamento dei debiti verso i fornitori della pubblica amministrazione messa in pista da Cassa depositi e prestiti e introdotta con la manovra dello scorso anno. La misura, che serve ad accelerare i pagamenti degli enti territoriali, è operativa da ieri e consentirà l’anticipazione delle somme dovute dalla Pa al 31 dicembre 2019.

Le regole per accedere allo strumento predisposto dal gruppo guidato da Fabrizio Palermo rimangono immutate: il contributo scatterà per pagare debiti certi, liquidi ed esigibili, relativi a somministrazioni, forniture, appalti e obbligazioni per prestazioni professionali, dovuti sia dalle Regioni e dalle province autonome (e dai rispettivi enti del servizio sanitario nazionale), che da Comuni, province e città metropolitane. La liquidità sarà accreditata dalla Cassa in un’unica soluzione entro 7 giorni lavorativi dalla data di richiesta dell’erogazione con l’obbligo però di pagare tempestivamente le imprese creditrici entro 15 giorni dal ricevimento delle somme (che salgono a 30 per i debiti della sanità pubblica) con monitoraggio successivo da parte della Cdp.

Nel 2019, la misura ha consentito alla Cassa di erogare 900 milioni di euro a supporto di 360 enti per il saldo di 77mila fatture. Con la Campania che guida l’elenco delle Regioni che hanno maggiormente beneficiato della misura con quasi 255milioni erogati a favore di 58 enti, seguita dalla Calabria con 175 milioni per 33 enti e dal Piemonte con 161 milioni a favore di 12 amministrazioni. «Con le anticipazioni di liquidità si dà ossigeno ad aziende importanti per garantire la continuità amministrativa e quindi si avranno notevoli benefici anche a livello di servizi per tutta la collettività – ha detto ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Riccardo Fraccaro -. I risultati incoraggianti ottenuti nel 2019 ci spronano ulteriormente a lavorare su questa strada».

Ma come funziona lo strumento? L’avvio dell’istruttoria avviene con la trasmissione della domanda di anticipazione di liquidità dell’ente interessato: la richiesta deve contenere la quantificazione del fabbisogno finanziario e deve essere inoltrata inderogabilmente entro il prossimo 30 aprile. Nella domanda – per ciascun ente ne sarà ammessa una sola – deve essere incluso anche l’elenco dei debiti da pagare che va redatto utilizzando il modello generato dalla piattaforma dei crediti commerciali (il pagamento dei debiti fuori bilancio è subordinato al relativo riconoscimento). I limiti per l’anticipazione sono i seguenti: da un minimo di 5mila euro per i Comuni, le province e le città metropolitane, tre dodicesimi delle entrate accertate nel 2018, afferenti ai primi tre titoli di entrata del bilancio; per le regioni e le province autonome, invece, il 5% dell’ammontare complessivo delle entrate di competenza del titolo “entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa” accertate nel 2018. I comuni, le province e le città metropolitane possono presentare richiesta solo attraverso il canale web della Cdp ((www.cdp.it/sitointernet/it/login.page) dove, per accedere all’area riservata agli enti locali e alla Pa, occorre registrarsi. Le regioni e le province autonome, invece, possono inoltrare la richiesta mediante il modulo apposito (anche questo reperibile sul sito di Cdp), esclusivamente via Pec, all’indirizzo cdpspa@pec.CDP.it.

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