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Pagamenti Pa, ridotta la dote

Tra qualche autentica sorpresa e diversi temi al centro di tensioni, il Senato stringe i tempi sul decreto competitività. Dopo una maratona notturna per concludere l’esame nelle commissioni Industria e Ambiente, il testo dovrebbe passare già oggi all’Aula di Palazzo Madama dove quasi sicuramente il governo ricorrerà alla fiducia.
Fino a ieri sera tardi non erano stati ancora risolti i nodi relativi all’istituzione di un subcommissario Ilva per il risanamento ambientale, alle proposte per alleggerire gli obblighi del Sistri. Sulla reintroduzione dell’anatocismo – l’altro nervo scoperto – non sono invece arrivati emendamenti dei relatori (Massimo Mucchetti del Pd e Giuseppe Marinello di Ncd), ma si dovrebbe andare comunque verso la cancellazione per il pressing di un’ampia maggioranza in commissione con il placet del Governo. Tra le proposte dei relatori, invece, trovano spazio la preannunciata riformulazione del pacchetto energia e del cosiddetto “spalma incentivi”, ma anche l’inatteso dirottamento di 410 milioni dai pagamenti della Pa alle Poste Italiane.
In tutto, si prevede una spesa di 535 milioni per dare attuazione alla sentenza del Tribunale Ue nella causa Poste Italiane contro Commissione in materia di aiuti di Stato. Per 125 milioni si utilizzeranno proventi derivanti dai rimborsi Mps dopo l’operazione Monti bond. Ma 410 milioni arrivano dalla dote per i pagamenti inserita nel decreto Irpef di Renzi: 150 milioni dal Fondo per regioni ed enti locali e altri 260 milioni dalle risorse previste per pagamenti dei ministeri. Un paradosso dopo la firma al ministero dell’Economia, appena tre giorni fa, del protocollo di impegni per smaltire tutti i debiti della Pa entro quest’anno. Sempre in tema di pagamenti, un ulteriore emendamento dei relatori concede più tempo alle imprese per presentare istanza di certificazione dei crediti cedibili con garanzia dello Stato: dal 23 agosto si slitta al 31 ottobre 2014.
Diverse le proposte per le Pmi. Si punta a velocizzare l’accesso ai finanziamenti agevolati della “nuova Sabatini” per chi acquista beni strumentali. La valutazione economico-finanziaria e del merito creditizio dell’impresa, necessaria per far scattare la garanzia del Fondo centrale, potrà essere effettuata direttamente dalle banche. Sarà poi istituito presso Invitalia un Fondo comune di investimento mobiliare di tipo chiuso, riservato ad investitori qualificati, per promuovere gli investimenti in capitale di rischio nelle Pmi innovative.
Particolarmente ricco il capitolo finanziario. Verso il via libera un emendamento Pd, sul quale ci sarebbe parere favorevole del governo, che ripristina l’obbligo di pubblicazione sui quotidiani nazionali delle informazioni riguardanti le società quotate in Borsa. Oltretutto le società di gestione del risparmio (Sgr) avranno l’obbligo di convocare l’assemblea anche sul sito web e su almeno due quotidiani nazionali.
Novità di peso sull’Opa. Il decreto già prevede la possibilità per le Pmi di modificare la soglia rilevante per le offerte pubbliche di acquisto in una forbice tra il 20% e il 40%. I relatori propongono adesso una seconda soglia Opa al 20% (oltre a quella già vigente al 30%) per le società che non rientrano nella categoria delle Pmi. Il nuovo obbligo di Opa scatterebbe per «chiunque, a seguito di acquisti, venga a detenere una partecipazione superiore alla soglia del 20% in assenza di altro socio che detenga una partecipazione più elevata». Modifiche anche per le azioni a voto plurimo. Eliminato il divieto dal codice civile, si prevede che lo statuto può prevedere l’emissione di azioni a voto plurimo fino a un massimo di tre voti. Per restare in tema Borsa, un ulteriore emendamento riduce la finestra temporale per accedere al cosiddetto “super-Ace”, l’incentivo fiscale per la patrimonializzazione delle imprese che si quotano. Il beneficio scatterà per le aziende che hanno avviato le negoziazioni dal 24 giugno scorso e non più per quelle “ammesse a quotazione” da quella data.
Sempre a firma dei relatori, l’estensione alla Cdp del regime di esenzione dalla ritenuta alla fonte sugli interessi derivanti da finanziamenti a medio e lungo termine alle imprese. Novità per l’immobiliare: le Sgr potranno prorogare per un massimo di due anni (che possono arrivare anche a tre per quelli con scadenza nel 2014) il termine di durata dei fondi immobiliari gestiti.
Per passare ad altri temi, tra gli emendamenti dei gruppi approvati spicca quello sull’entrata in vigore immediata delle sanzioni (da 2.500 a 25mila euro) per chi commercializza sacchetti di plastica non biodegrabili che non rispettano la normativa europea.

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