Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

«Pagamenti Pa automatici»

Non solo lo sblocco di altri 13 miliardi di pagamenti arretrati della pubblica amministrazione alle imprese: il governo punta a «garantire ai fornitori della Pa la certezza del pagamento, attraverso un meccanismo automatico». Nel pieno rispetto dei 60 giorni come chiede Bruxelles. Ad annunciare l’arrivo del nuovo dispositivo con il decreto taglia cuneo fiscale che sarà varato venerdì è, intervenendo a “Porta a porta”, il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Graziano Delrio. Che respinge senza mezzi termini «il ricatto» delle banche. «Le banche dicono che per colpa di questa tassazione toglieranno il credito alle famiglie e alle imprese? Noi non ci stiamo», dice con forza Delrio sferrando un vero e proprio attacco: «Le banche hanno ricevuto mille miliardi dalla Bce e non hanno trasferito alle famiglie quasi nulla di quei soldi». Gli istituti bancari, insiste, «hanno tutta la capacità, la possibilità, di cominciare ad erogare più credito alle famiglie. È ora di cominciare».
Delrio non risparmia una stoccata neppure al capogruppo di Fi alla Camera, Renato Brunetta che, così come alcuni esponenti della minoranza Pd, alla luce del Def approvato dal Governo Renzi considera inevitabile una correzione dei conti pubblici entro fine anno: «Non ci sarà bisogno di alcuna manovra aggiuntiva e i conti tornano, con una riduzione di tasse come non si è mai vista nella storia della Repubblica». Il sottosegretario conferma anche che l’esecutivo Renzi non toccherà le pensioni mentre non farà sconti nella lotta all’evasione. E a una possibile fusione di Equitalia nell’Agenzia dell’Entrare risponde: «Penso di sì». Sul bonus Irpef in arrivo il sottosegretario alla Presidenza afferma che per il momento non riguarderà le partita Iva, le quali beneficeranno di un taglio dell’Irap da 2,6 miliardi.
Delrio tiene a sottolineare che gli sgravi fiscali ai quali sta lavorando il Governo saranno comunque strutturali. Non a caso anche ieri pomeriggio a Palazzo Chigi non si è parlato solo di nomine. Un focus specifico è stato infatti dedicato al bonus Irpef da riconoscere anche ai 4 milioni di contribuenti incapienti. Il tutto con un occhio attento alla questione del nuovo prelievo sulle banche dal quale l’Esecutivo conta di recuperare non meno di un miliardo. Un raddoppio (se non di più fino al 26%) dell’aliquota attualmente del 12% per la rivalutazione delle quote di Bankitalia che è al centro di un braccio di ferro tra l’esecutivo e gli istituti di credito (v. articolo a fianco).
La copertura degli “incapienti Irpef”, ovvero quei lavoratori dipendenti con redditi fino a 8.000 euro che per effetto delle detrazioni in misura fissa e l’applicazione dell’aliquota del 23% si vedrebbero privare del “bonus Renzi” da 80 euro al mese, non è il solo nodo ancora da sciogliere. Come anticipato su queste pagine, l’ipotesi più gettonata è quella di prevedere per gli incapienti un “credito” anticipato dal sostituto d’imposta pari al 9,2% dei reddito fino a 4.100 euro. Che via via si azzera per i redditi fino a 8.100 euro (v. Il Sole 24 Ore del 10 e 11 aprile).
In vista del varo del decreto annunciato per venerdì 18 aprile (ma circola pure l’ipotesi di un anticipo al 17), anche il puzzle delle coperture è in via di definizione. Appare certo il recupero di quasi 2 miliardi nel 2014 da un intervento sulla sanità (circa un miliardo) e da un giro di vite sugli acquisti della Pa (750-800 milioni). Un altro miliardo dovrebbe arrivare dalla razionalizzazione degli incentivi alle imprese. Anche se nella ridefinizione dei crediti d’imposta all’autotrasporto la trattativa tra Governo e aziende del settore è appena cominciata. Probabili, poi, 3-400 milioni dal comparto della Difesa e 4-500 milioni dal pubblico impiego soprattutto grazie al giro di vite sugli stipendi dei dirigenti pubblici. Con il risultato di ridurre, anche attraverso lo “sforbicia Italia”, del 3-4% il monte retributivo.
Si tratta di gran parte delle proposte del commissario alla “spending” come ha sottolineato in un’audizione alla Camera lo stesso Carlo Cottarelli precisando che gli interventi sulla riorganizzazione della presenza territoriale dello Stato (Prefetture, sedi periferiche delle amministrazioni centrali, Capitanerie di porto ecc.) «sono cose che richiedono approfondimenti nel corso dell’estate, ma dovrebbero essere pronte per la legge di stabilità per il 2015 e 2016». Cottarelli ha detto anche che gli obiettivi di riduzione di spesa indicati nel Def (4,5 miliardi nel 2014, 17 nel 2015 e 32 nel 2017) sono «fattibili anche se richiedono notevole impegno, l’obiettivo è di muoversi su tagli meno lineari possibile».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Leonardo Del Vecchio stila la lista per il rinnovo del consiglio di amministrazione di Essilor Luxot...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Per capire la Ragioneria generale dello Stato bisogna aver visitato la sala di Via Venti Settembre d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Riflettori puntati sulla cessione della quota (il 62,50%) di Banca Profilo, oggi all’interno del p...

Oggi sulla stampa