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Pagamenti p.a, registrazioni lacunose e banche lente

Il segretario regionale di Aniem Abruzzo, Ernesto Petricca, commenta il protocollo dei pagamenti della pubblica amministrazione sottoscritto anche da Aniem

Domanda. Perché è uno strumento importante per le aziende?

R. In questo momento di grave crisi è una delle questioni chiave: l’attivazione della piattaforma dei pagamenti è sicuramente un passo in avanti per cercare di mettere in moto il fondamentale circolo virtuoso tra incassi e pagamenti. Inoltre, apprezziamo la trasparenza su cui si basa il meccanismo procedurale, nel rispetto del principio del riconoscimento ufficiale di un debito-credito che possa valere come titolo esecutivo.

D. La registrazione dei crediti scade il 31 ottobre. A che punto sono le aziende?

R. Sicuramente lo spostamento della scadenza al 31 ottobre ha garantito un tempo utile per le aziende nell’iscrizione dei propri crediti. Inoltre, sottolineerei l’impegno delle associazioni datoriali come Aniem con una intensa attività informativa e formativa e nell’assistere i nostri imprenditori nell’esecuzione della registrazione. Le aziende da noi rappresentate sono quasi tutte iscritte sulla piattaforma anche se per diversi motivi questa non garantisce ancora la celerità e in alcuni casi il pagamento del credito della p.a.

D. Sono emerse criticità in questo percorso di certificazione? Se si quali?

R. Qualche criticità bisogna rilevarla, non sulle questioni meramente tecniche relative alla registrazione, anzi un plauso va a chi ha pensato e realizzato il percorso di registrazione e di processo per l’incasso di questi crediti. Altra cosa, è la pratica, dove registriamo difficoltà di varia natura. In particolare, va sottolineata la difficoltà nella registrazione, in qualità di ente pubblico debitore, di alcuni enti cosiddetti strumentali. Alcuni di essi, pur essendo ente di derivazione pubblica con soci pubblici, con gestione pubblica sottoposti al cosiddetto «controllo analogo» non sono registrati sulla piattaforma e in alcuni casi non si comprendono le motivazioni. D’altronde, la legislazione nazionale ha creato dalla fine degli anni 90 momenti giuridici un po’ confusionari sul riconoscimento della natura giuridica di alcuni enti (le ex municipalizzate), tant’è che società di natura pubblica e dello stesso settore in alcuni casi si registrano, in altri no. Ciò crea confusione tra gli imprenditori e gravi incertezze operative.

Rileviamo proprio sulla nostra provincia di Pescara un esempio di questa confusione in una società cosiddetta «in house» come l’Aca (azienda consortile acquedottistica) una spa che annovera solo soci pubblici (comuni), dove si esercita il «controllo analogo», che è gestita sia nell’assegnazione dei lavori che nella conduzione del personale con chiari meccanismi di natura pubblica, ma che di fronte ad una situazione di grave crisi economica e finanziaria ha deciso di intraprendere la strada del concordato preventivo che rientra nelle procedure del diritto fallimentare e quindi delle società private. Di queste situazioni, oserei dire imbarazzanti, in Italia ce ne sono diverse generando e alimentando lo sconforto di imprenditori che non sanno come comportarsi.

Altra annosa questione che si registra sul nostro territorio, ma condiviso anche da colleghi di altre zone d’Italia, è una particolare «disattenzione» delle banche nell’attivare velocemente e in alcuni casi addirittura nel riconoscere la possibilità di anticipare il credito pro soluto alle aziende, per poi recuperare, ricordiamolo, quanto anticipato dalla cassa depositi e prestiti. Proprio in queste settimane, abbiamo aperto un confronto con alcune banche per capire perché ci siano alcune resistenze, se è solo una questione di meccanismi da mettere a punto o se le stesse banche non si sentono tutelate da questi processi.

Insomma diverse cose vanno registrate meglio, diciamo che la macchina ancora non parte. Ma il vero problema è trovare ancora chi è disposto a guidarla questa macchina perché i nostri imprenditori sono esausti, o meglio parafrasando il titolo di un noto film di Almodovar «sull’orlo di una crisi di nervi».

D. Se e quali sono le richieste verso il Mef per migliorare, sviluppare o integrare il protocollo?

R. Viene facile dire in base alle precedenti constatazioni che bisogna agire con tempestività di fronte a situazione ritenute non chiare, nella sostanza quando gli enti sono pubblici e quando privati. Seguendo l’esempio precedente l’Aca spa di Pescara è pubblica o privata? E sollecitare di nuovo le banche ad essere celeri nelle risposte da dare alle aziende. Consideri che ormai la vita finanziaria di una Pmi si gioca sui giorni di pagamento dei clienti siano essi pubblici o privati. A volte un ritardo anche di qualche giorno può scatenare una serie di conseguenze a catena inimmaginabili, che nei casi più delicati può portare al fallimento!

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