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Pagamenti, p.a. meno lumaca

L a p.a. continua a pagare in ritardo ma non come in passato. Gli effetti del decreto legislativo (n.192/2012) che ha recepito in Italia la direttiva Ue sui ritardati pagamenti, anche se debolmente, iniziano a farsi sentire. Certo, siamo ancora molto lontani dal pieno rispetto della tempistica fissata dal decreto (30 giorni come termine ordinario per saldare le fatture, elevabile al massimo fino a 60 giorni per gli enti del Servizio sanitario nazionale e nei casi in cui la dilazione sia giustificata «dalla natura o dall’oggetto del contratto»), ma qualcosa si muove.

Analizzando le 101 mila fatture emesse dagli enti pubblici tra ottobre 2013 e marzo 2014 emerge che infatti che il 44% delle scadenze sono superiori al termine di 30 giorni e circa il 17% supera quello di 60 giorni.

Peggio va nella sanità dove solo il 20% delle 26 mila fatture rispetta il termine legale dei 60 giorni. È quanto emerge dai dati di Cerved che ha incrociato le informazioni su p.a. e fornitori censite in Cerved P.a. (il portale di Cerved per e sulla pubblica amministrazione) con Payline, il database di Cerved sulle abitudini di pagamento di oltre 2,5 milioni operatori economici italiani. Che il decreto di recepimento delle norme europee sui pagamenti (su cui è stata avviata di recente una procedura di infrazione contro l’Italia) stia producendo i primi, timidi effetti, lo dimostra il confronto tra le fatture emesse prima dell’entrata in vigore del dlgs (1° gennaio 2013) e quelle emesse dopo tale data.

Secondo Cerved, la percentuale di fatture con termini di 30 giorni è aumentata del 9% segno di una nuova tendenza della p.a. ad accorciarsi le scadenze.

Rallenta però il pagamento dei debiti pregressi.

Nei primi tre mesi del 2014 non è stato saldato il 53,9% delle partite scadute, in calo del 5% rispetto allo stesso periodo del 2013. Si tratta, fa notare Cerved, di miglioramenti più contenuti rispetto ai due trimestri precedenti, quando la quota di debito scaduto si era ridotta di oltre dieci punti percentuali su base annua.

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