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Pagamenti «lumaca», cala all’8,25% il tasso di interesse

Per il primo semestre 2014, scende dall’8,50% all’8,25% la misura degli interessi di mora da applicare sui ritardati pagamenti, in base alla normativa europea disciplinata dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231.
È stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 51 del 3 marzo 2014, infatti, il nuovo tasso di riferimento dello 0,25%, al quale vanno aumentati 8 punti percentuali per determinare il tasso annuale di mora da applicare per i ritardi dal primo gennaio 2014 al 30 giugno 2014.
Questo tasso non si applica solo per i ritardati pagamenti delle transazioni commerciali tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni, in base al decreto n. 231/2002, ma si applica anche alle speciali discipline dei contratti di subfornitura (articolo 3, Legge n. 192/1998) e dei contratti di trasporto di merci su strada e prestazioni fatturate dagli operatori della filiera, diversi dai vettori, che partecipano al servizio di trasporto (articolo 83-bis, commi da 12 a 13-bis, decreto legge n. 112/2008).
Il tasso dello 0,25%, pubblicato lunedì, incide anche sulle cessioni dei prodotti agricoli e alimentari con consegna nel territorio italiano (tranne quelle concluse con il consumatore finale o fra imprenditori agricoli, i conferimenti alle cooperative agricole o organizzazioni di produttori o i conferimenti di prodotti ittici). In questo caso, la maggiorazione non è di 8 punti, ma di 10, quindi, il tasso annuale è del 10,25 per cento. Il pagamento scatta dopo 60 giorni (30 per le merci deteriorabili) dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura (articolo 62, decreto legge n. 1/2012).
Va detto, però, che il Ministero dello Sviluppo economico (nota 26 marzo 2013, n. 5401) e quello dell’Agricoltura (lettera del 2 aprile 2013) hanno opinioni opposte circa l’applicazione di questa normativa. Per il primo, la modifica del decreto n. 231/2002, entrata in vigore il primo gennaio 2013 (successivamente all’entrata in vigore dell’articolo 62), ha avuto l’effetto di abrogare “tacitamente” la normativa speciale sui prodotti agricoli. Il Ministro dell’Agricoltura, invece, ha ribadito «la piena efficacia e validità della normativa speciale in tema di cessione dei prodotti agricoli ed agroalimentari, di cui al ripetuto articolo 62».

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