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Pagamenti, l’Italia fa scuola Bce: «Più fiducia nel digitale»

«In Italia, in Germania, Paesi dove il contante era il re e il consumatore andava in giro con le banconote, è in corso un cambiamento significativo, c’è maggiore fiducia nei pagamenti digitali. E la Bce sta seriamente guardando all’euro digitale». Così la presidente della Bce Christine Lagarde, intervenuta ieri a uno degli incontri virtuali organizzati dall’Fmi per la riunione annuale, ha confermato l’interesse della banca centrale europea a valutare e prendere in esame la creazione di una valuta digitale «da affiancare al contante, non sostituirlo». La Bce è vicina ai consumatori europei, ci tiene a sottolineare Lagarde, e per questo ha colto la crescente domanda in Europa per servizi di pagamento digitali cioè «meno costosi, più veloci e più sicuri». E la banca centrale è pronta a intercettare i cambiamenti strutturali e si occuperà dell’euro digitale, studiando gli strumenti per rispondervi: un progetto guidato dalle preferenze degli europei a non utilizzare più tante monete e banconote come in passato.

«Una decisione sulla moneta unica digitale non è stata presa, questo progetto richiederà del tempo, non avviene da un giorno all’altro – ha aggiunto la presidente, in un dialogo con il responsabile del dipartimento europeo del Fondo monterario Alfred Kammer. Come per contenere le aspettative in un mondo digitalizzato in accelerazione -. Dobbiamo analizzarne tutti gli aspetti, anche gli effetti collaterali che un euro digitale della banca centrale, che offre la massima sicurezza, potrebbe avere sulle altre controparti (le banche, ndr)».

Resta tuttavia il fatto che il treno dell’euro digitale è partito. In tutta Europa, ha spiegato Lagarde, la natura dell’attività domestica è cambiata ancor di più con la pandemia, nel modo di fare shopping, di comprare, di pagare e da questo deriva uno dei cambiamenti strutturali portati dal coronavirus. I pagamenti digitali «sono aumentati in maniera notevole», come l’e-commerce che è in ascesa negli acquisti al dettaglio. I volumi delle vendite dell’e-commerce, citati da Lagarde, sono cresciuti del 20% tra febbraio e giugno di quest’anno. Ed è anche cambiato il modo di lavorare, in remoto, e questo è un altro cambiamento strutturale «che molto probabilmente resterà». Lagarde ha accolto con favore il fatto che i nuovi investimenti del fondo Next Generation EU da 750 miliardi per la ripresa economica post-pandemica in Europa saranno indirizzati in buona parte alla digitalizzazione, colmando il divario con gli Usa, e al cambiamento climatico.

La presidente ha ricordato poi che la Bce ha avviato da ieri un’ampia consultazione pubblica sull’euro digitale: oltre al mondo accademico e bancario, è sollecitato il coinvolgimento dei cittadini. La comunicazione al grande pubblico, ha sottolineato ieri Lagarde nel colloquio Fmi, è fondamentale perché rende la banca centrale più comprensibile e più “accountable”, rafforzandone l’indipendenza.

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