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Pagamenti digitali in forte crescita

Un aumento del 20% dei pagamenti effettuati con strumenti digitali innovativi e una leggera crescita delle operazioni con le carte di credito. Lo rivela l’Osservatorio mobile payment & commerce del Politecnico di Milano, che evidenzia come lo smartphone e i borsellini elettronici guadagnano spazio. Nei prossimi mesi, poi, si assisterà al lancio di nuovi servizi Nfc.

Il “nuovo” cash digitale, quello che permette i pagamenti in mobilità, l’ecommerce e l’epayment con smartphone e pc, prende quota: nel 2014 ha raggiunto i 18 miliardi di transato. Un aumento del 20% sul 2013 e una quota del 12% sul totale dei pagamenti elettronici in Italia. Guadagna così spazi il “tap & pay” che si fa soprattutto in mobilità.
Progressi si sono registrati anche nell’uso delle tradizionali carte di credito. Il valore delle spese saldate nei negozi e online lo scorso anno ha toccato i 128 miliardi (+1,6%), portando così a 146 miliardi il totale dei pagamenti elettronici nel nostro Paese. Risultati positivi perché ottenuti in un anno nero per i consumi. In crescita (+4% a 97 milioni) il numero di card nelle tasche degli italiani, mentre i Pos presenti negli esercizi hanno superato quota 1,65 milioni. Dati che confermano il raggiungimento dei trend europei, anche se si conferma la grande passione che gli italiani hanno per il contante.
È la fotografia che emerge dalla sesta edizione dell’Osservatorio mobile payment & commerce realizzato dalla School of management del Politecnico di Milano, che verrà presentato giovedì prossimo nel capoluogo lombardo.
«Il 2015 sarà l’anno del consolidamento e per quanto riguarda la roadmap dell’ecom remoto l’Italia è in linea con l’Europa: i piani sono stati rispettati – osserva Alessandro Perego, responsabile scientifico dell’Osservatorio -. Nel caso dei pagamenti di prossimità c’è invece un ritardo di un paio d’anni rispetto alle previsioni, perché carrier e banche non hanno accelerato nell’evoluzione delle loro offerte e ora sono in arrivo altre alternative».
Il riferimento è al servizio Apple Pay, che dovrebbe sbarcare in Europa nella seconda metà dell’anno e si confronterà con il Google wallet. In partita c’è anche Samsung, che punta al servizio Pay (molto probabilmente lo presenterà contestualmente al lancio del Galaxy 6, tra un paio di settimane). Secondo Perego, l’arrivo di Apple Pay dovrebbe dare l’attesa scossa al mercato dei pagamenti digitali mobile.
Lo sprint nell’utilizzo dello smartphone arriva dal Mobile commerce di beni e servizi, che in dodici mesi è riuscito a raddoppiare arrivando a 1,2 miliardi di transato. Trend di crescita inferiore per i contenuti digitali, cioè le Apps, che toccano i 760 milioni (+17% sul 2014).
Se i consumatori avanzano di qualche passo verso i borsellini digitali, a restare al palo è ancora la Pa. «Doveva essere il volàno per accelerare la diffusione dei pagamenti digitali, invece mancano la capacità attuativa nel mettere in atto le indicazioni e gli investimenti». C’è poi il caso dei Pos per i professionisti, obbligo rimasto senza sanzioni, e pure «manca un sistema per incentivare la diffusione dei pagamenti digitali» conclude Perego.
Se il settore pubblico resta immobile, le banche si preparano al lancio di molte soluzioni e servizi evoluti per i borsellini elettronici. «A breve verrà presentato il servizio Nfc per tutte le carte prepagate e dei circuiti Visa e Mastercard» afferma Stefania Gentile, responsabile del servizio Mobile payment & commerce di Intesa Sanpaolo. Tra i progetti in cantiere la possibilità di trasferire somme tra conti correnti utilizzando l’Iban, servizio a cui stanno lavorando un po’ tutti i player creditizi. Verso la fine dell’anno sarà pronta la soluzione di Intesa per i pagamenti in remoto da app utilizzando il Pin.
Si consolida il rapporto tra carrier e banche. «A breve prevediamo di inserire nel Tim wallet altre carte di credito e debito di Intesa Sanpaolo – segnala Sergio Cozzolino, responsabile Marketing sviluppo servizi di Telecom Italia, che ha distribuito 300mila sim Nfc, di cui il 10% già attivo -. Amplieremo anche l’offerta di biglietti dei trasporti pubblici locali e siamo pronti per inserire i buoni sconto». Quest’ultima si preannuncia come la killer application che permetterà di offrire sconti e promozioni geolocalizzati.
Anche a CartaSi si sta lavorando per una soluzione analoga: «Sarà pronta in estate e permetterà di ricevere offerte mirate e personali» anticipa Daniele Bianchi, direttore Business development e innovazione della società che in un mese ha visto l’attivazione di quasi 30mila wallet.
Atm, l’azienda di trasporto pubblico di Milano, ha invece dematerializzato l’abbonamento, che entra nel borsellino dello smartphone. In modalità contactless si possono anche pagare i biglietti ai distributori automatici: «nell’ultimo anno – fanno sapere dalla società – è decuplicato il numero degli acquisti». Se Postemobile è stato il primo partner di Atm, tra non molto, anticipa Cozzolino. «nel wallet di Tim entreranno i nostri biglietti e abbonamenti. Stiamo finalizzando l’accordo».
Per gli emittenti di carte di credito una nuova opportunità arriva dal supporto all’Host card emulation (Hce), dove le informazioni della carta sono nel cloud e non più nella sim dello smartphone. Su questo fronte lavorano diverse banche e circuiti che preferiscono svincolarsi dal rapporto (oneroso) con le telecom. Per vedere le prime soluzioni Hce si dovrà attendere solo qualche mese. «Il servizio si potrà sottoscrivere presso la propria banca, poi basterà scaricare la app e le credenziali della carta sul telefonino che diventerà lo strumento di pagamento», spiega Davide Steffanini, direttore generale Visa Europe, che in Italia ha distribuito 1,8 milioni di tessere contactless.
Per tutti, infine, un campo di prova importante sarà l’Expo, dove verranno utilizzate carte di tutti i circuiti globali. Il biglietto d’ingresso sarà dematerializzato e sarà possibile pagare con lo smartphone in diversi punti di ristorazione.

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