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Padoan: “Una forte spinta a investire e a spendere” Merkel: “Non scordate le riforme”

«Ora le famiglie possono spendere di più e le imprese possono investire. E per quel che riguarda il governo, è chiaro che non ci si deve addormentare sulle riforme», dichiara a Davos il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan. E le sue parole si combinano con il monito che lancia il Cancelliere tedesco Angela Merkel davanti ai leader di tutto il mondo: «I politici non devono distrarsi sulle riforme ». E queste bisogna che siano “ampie e tempestive”, secondo l’incitamento di Christine Lagarde, numero uno dell’Fmi, pure giunta sulle nevi svizzere.

Uno dopo l’altro i leader commentano le mosse di Mario Draghi. Tutti, con iPad e telefonini hanno seguito la conferenza stampa del presidente del presidente della Bce, senza perdere una sola battuta. E dunque: vanno continuate le riforme, guai a smettere di fare i “compiti a casa”, come li chiama il cancelliere tedesco, che in serata ha incontrato il premier italiano a Firenze. «Ci sono sforzi di riforme anche in Italia, finalmente. É un segnale importante che Renzi sia stato qui, a Davos».
Padoan è soddisfatto e non lo nasconde: il bazooka di Draghi, che lui chiama solo “le misure”, è visto come un passo «importante per l’ammontare e per la procedura». In piedi davanti alle telecamere, sintetizza l’armamentario tecnico messo in piedi dall’Eurotower e lo traduce così per il cittadino comune: «Spendere e investire di più». Spiega: «C’è maggiore potere d’acquisto e più certezza per il futuro». Quindi per famiglie e imprese «ci sono buone ragioni per avere più fiducia». Il ministro dipinge le misure come un’occasione da non perdere per l’Italia perché «le riforme fatte in condizioni favorevoli danno risultati prima e in misura più consistente». E insiste: «L’indicazione che traggo per il governo è che bisogna sfruttare al meglio questa finanza per accelerare le riforme e continuare l’aggiustamento dei conti pubblici». Secondo Padoan la Bce potrebbe anche andare oltre il settembre 2016 se l’inflazione non risalirà intorno al 2%. Da europeista non esclude che la mutualizzazione del rischio, alla fine, possa essere completa. Nei saloni del Wolrd economic Forum ci sono diversi italiani. C’è Emma Marcegaglia, per esempio, che oggi è presidente di Business Europe, la Confindustria europea. Per lei 60 miliardi in 15 mesi sono una quantità “enorme” di risorse che sarà di “sicuro aiuto” per la ripresa europea e italiania. La signora avrebbe preferito che la suddivisione del rischio fosse stata “più alta”: «Probabilmente non è stato possibile per l’opposizione della Germania ». Ma va comunque bene. La mossa di Draghi, se accoppiata alle riforme e in presenza di tassi bassi e petrolio ai minimi, aiuterà il vecchio Continente ad uscire dalle secche. Un giudizio positivo arriva anche da Federico Ghizzoni, ceo di Unicredit: «Con questa operazione d’importo superiore a quello atteso dal mercato, la Bce ha dimostrato ancora una volta determinazione nella volontà di rilanciare l’economia Ue».
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