Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Padoan: Ue mai così a rischio, pericolosa la fine di Schengen

Le previsioni diffuse ieri dalla Commissione europea sono quasi allineate a quelle del Governo. C’è solo una revisione all’ingiù, minima, delle stime di crescita per quest’anno e un’accelerazione più moderata per il 2017. Ma c’è anche la recentissima stima Eurostat sul primo trimestre dell’Eurozona, in crescita dello 0,6%, che fa ben sperare e che potrebbe tradursi anche per l’Italia in margini di espansione più robusti.
Insomma, la discontinuità con i lunghi anni della crisi è confermata. E il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan lo ha ribadito nella nota a commento delle previsioni di primavera di Bruxelles. Secondo il ministro le stime Ue confermano l’efficacia della politica economica italiana che consente di sostenere la crescita e di ridurre il debito: «Utilizziamo le leve che abbiamo a disposizione nel quadro delle regole europee perché riteniamo che il rispetto delle regole sia fondamentale per ricostruire la fiducia reciproca in Europa. Al tempo stesso continuiamo a promuovere l’evoluzione delle regole perché siano sempre più efficaci nel fronteggiare i problemi che abbiamo davanti».
Concetti che in mattinata Padoan aveva enunciato con toni un po’ più preoccupati intervenendo a un convegno organizzato all’Università La Sapienza di Roma, cui ha partecipato tra gli altri anche l’ex premier, Mario Monti. Come aveva detto due giorni fa parlando all’Università di Bruxelles, la principale minaccia per l’Europa è in questo momento proprio la crisi di fiducia reciproca tra i diversi Paesi dell’Unione. Per questo è quanto mai necessario affrontare i nodi della governance. L’Europa, ha spiegato Padoan, sta vivendo «una situazione eccezionale in cui sta rischiando forse come non ha mai rischiato da quando è stata inventata». Il vecchio continente «è sempre in movimento» ma in questo momento storico ha di fronte sfide «particolarmente severe» che vanno dal rilancio dell’occupazione alla Brexit, dalla difesa della sicurezza interna ai rifugiati. Ed è proprio questa forse l’emergenza più difficile da fronteggiare. L’ondata di migranti in arrivo dalle coste dell’Africa e dal Medio Oriente rappresenta un «cambiamento epocale», che può essere sfruttato in modo positivo, approfittando per esempio del ricambio generazionale e della nuova forza lavoro, ma che rischia invece – se gestito male – di incrinare la stessa costruzione europea. Con la questione rifugiati è infatti entrato in discussione il trattato di Schengen ed è questo l’elemento più pericoloso, addirittura «più pericoloso della crisi dell’euro di qualche anno fa». Mentre il rischio Brexit per il ministro è grave per due motivi: «In sé perché priverebbe l’Europa di un meccanismo di integrazione, ma soprattutto perché rappresenterebbe un esempio non virtuoso di come si può uscire, pur nel rispetto di tutte le regole democratiche tramite il referendum, da un accordo».
Per fronteggiare tutti questi rischi l’Italia ha avanzato una proposta articolata, contenuta nel position paper di febbraio che il ministro sta promuovendo in tutte le sedi. L’insistenza non è solo sulla flessibilità, interpretata come un incentivo a completare le riforme, ma anche sul completamento dell’Unione bancaria, sulla creazione di un Fondo monetario europeo e sulla nascita di un ministro delle Finanze Ue capace di esprimere una “fiscal stance” più appropriata per l’Eurozona.

Davide Colombo

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa