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Padoan: pronta una manovra per la crescita

Il governo italiano userà tutti i margini disponibili nell’ambito delle nuove regole europee, più flessibili, per attuare anche nel 2016 una politica di bilancio espansiva, a sostegno della crescita, dell’occupazione e degli investimenti. «Il più espansiva possibile» ha detto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ieri alla Camera, «dentro i due vincoli, del mercato, e dunque del rifinanziamento del debito, e delle regole europee sui bilanci». 
Padoan non ha fornito le cifre del Documento di Economia e Finanza, atteso in Consiglio dei ministri la prossima settimana, e che delinea la strategia della politica di bilancio del prossimo triennio. Per il 2015, con una crescita dell’economia di poco superiore alle ultime previsioni (0,7-0,8% contro una stima dello 0,6%) l’obiettivo di deficit resterebbe il 2,6%, quello concordato a ottobre con la Ue (che sarebbe comunque più facile da raggiungere). Le cose potrebbero cambiare per il 2016 se il governo, come ha lasciato intendere Padoan, chiedesse alla Ue di avvalersi della clausola che consente di rallentare il cammino verso il pareggio strutturale di bilancio a fronte dell’attuazione delle riforme strutturali, sulle quali il governo Renzi è tuttora impegnato. La «flessibilità», in questo caso, potrebbe consentire al governo di limitare la riduzione del deficit 2016 ad un livello più alto dell’1,7% concordato con la Ue. E, di conseguenza, di alleggerire il peso della manovra da fare per scongiurare l’aumento dell’Iva (che scatterebbe dal primo gennaio, e che vale 16 miliardi nel 2016).
La gestione dei conti pubblici non desta al momento alcuna preoccupazione. Anzi. Il fabbisogno dei primi tre mesi dell’anno si è fermato a 23,4 miliardi, quasi 9 miliardi in meno rispetto al primo trimestre dell’anno scorso. Le cause, secondo il Tesoro, sono l’aumento delle entrate e la minor spesa per gli interessi sul debito. Quest’ultima, con una previsione di risparmi di 5 miliardi nel 2015, è uno degli elementi che contribuisce di più al miglioramento del quadro di finanza pubblica, insieme al deprezzamento dell’euro e al calo dei prezzi petroliferi.
Una politica di bilancio espansiva, come quella delineata da Padoan, permetterebbe all’economia di consolidare i segnali di ripresa e di ricominciare a crescere. Padoan è ottimista. «Io leggo i dati che continuano a uscire come un rafforzamento della ripresa, sia in termini di rafforzamento dell’andamento reale dell’economia, sia in termini di fiducia, che è un elemento fondamentale per sostenere la ripresa stessa». La manovra di bilancio sarà dunque «a sostegno dell’occupazione e dei piccoli investimenti locali» ha detto Padoan, aggiungendo che il governo sta studiando anche il modo di superare il Patto di stabilità interno con i Comuni «perché funziona male e fa usare male le risorse».
In allegato al Def ci sarà anche un elenco di 49 progetti infrastrutturali che il governo candida ad essere finanziati con il piano Juncker della Ue. Alta velocità ferroviaria, Salerno-Reggio, ma anche i progetti per la banda larga, il dissesto idrogeologico, la messa in sicurezza delle scuole, la ricerca e la siderurgia, forse anche in funzione della bonifica e della ripresa produttiva dell’Ilva di Taranto.

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