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Padoan: per Atene soluzione condivisa

«L’obiettivo dell’Italia è di trovare per la Grecia una soluzione condivisa» dice il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. «Credo ci sia la flessibilità necessaria per arrivare a una soluzione a breve termine», fa eco il ministro delle Finanze francese Michel Sapin, facendo anche un timido accenno di apertura sull’ipotesi di un prestito ponte ad Atene che secondo i calcoli di Bloomberg avrebbe bisogno di 21 miliardi di euro per evitare il fallimento. 
Un invito al dialogo arriva poi dagli Usa, direttamente dal presidente Barack Obama affinché «L’Europa e l’Fmi possano lavorare assieme col nuovo governo Tsipras per trovare il modo col quale la Grecia possa tornare ad una crescita sostenibile». Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble – e la cancelliera Angela Merkel insiste a riguardo- avverte però che «se la Grecia vuole lavorare con noi, le serve un programma», non i finanziamenti.
Un concetto questo che anche Padoan rimarca. «Le istituzioni europee sono molto aperte a una soluzione che sia nell’interesse di tutti», ma la Grecia deve ancora dire cosa intende realmente fare, quali sono le intenzioni del governo. «Non si può parlare di un piano B se non conosciamo ancora il piano A«. Insomma, spiega in sostanza Padoan, la collaborazione dei governi con Atene è piena ma bisogna usare lo stesso linguaggio, parlare di programmi e non di proclami.
In attesa della riunione dell’Eurogruppo che domani dovrà avviare la ricerca concreta di una soluzione, la crisi greca ha monopolizzato il confronto ai lavori del G7 e al G20 finanziario che hanno preso il via ieri pomeriggio a Istanbul, anche se non figura nell’agenda del vertice.
Nella città turca il presidente della Bce, Mario Draghi e Christine Lagarde, direttore del Fondo monetario internazionale, hanno avuto modo di incontrarsi per uno scambio di vedute, forse anche sul programma di aiuti attivato dalla cosiddetta Troika (Commissione europea, Bce, e Fmi) a favore di Atene. Programma che Tsipras ancora domenica sera ha detto di non voler rispettare.
Inviti, auspici, avvertimenti, da Istanbul sono partiti segnali di un possibile compromesso in seno all’Eurogruppo. I mercati però non sembrano crederci e nell’attese delle decisioni di Bruxelles fanno ripartire le tensioni. Le Borse, ieri hanno chiuso tutte in negativo, eccetto Londra, con Atene in caduta del 4,75% e Piazza Affari in rosso dell’1,9% mentre sono tornati a salire gli spread. Il differenziale tra i Btp decennali e i Bund tedeschi ieri ha chiuso a 130 punti con il rendimento dei buoni all’1,65%.
Padoan ieri ha affrontato il caso greco di prima mattina, per mettere fine allo scontro a distanza di domenica con il collega greco Yanis Varoufakis. «A volte le parole scappano», ha detto riferendosi alle accuse lanciate all’Italia da Varoufakis e annunciando di avere avuto un chiarimento con il collega. Quel che comunque deve essere chiaro, ha aggiunto, è che la stabilità del debito italiano «è fuori discussione». «La stabilità e la sostenibilità della nostra traiettoria di finanza pubblica non si discutono», ha ripetuto il ministro, per il quale «le prospettive di crescita lentamente vanno migliorando, vanno nella direzione giusta e i mercati dicono che non c’è rischio di contagio». Le sorprese sulla crescita potranno essere solo «positive».

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