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Padoan non aiuta Boschi l’ira dei renziani spiazzati

Il pomeriggio è movimentato, come questa coda di legislatura. Matteo Renzi esige una precisazione da Pier Carlo Padoan: « Lo so che non voleva prendere le distanze, lo so che è amico di Maria Elena, lo so che lavora alla grande con lei. Ma così rischia di esporla agli attacchi strumentali di chi ci fa la guerra » . Il ministro dell’Economia resiste, resiste fino a sera. Gli ambasciatori renziani lo pressano. Qualcuno riferisce anche di una telefonata tra i due. Alla fine arriva una correzione di rotta, che rettifica fino a un certo punto. Perché una cosa è chiara, come spiega il ministro agli interlocutori dem: sul caso Boschi il responsabile dell’Economia non può farsi risucchiare dalla polemica politica. Certo, ammette, « potevo dirla meglio » . Ma la frase che ha permesso alle opposizioni di cavalcare ancora il pasticcio Etruria andava comunque pronunciata: «Io non ho autorizzato nessuno – la dichiarazione, testuale – e nessuno mi ha chiesto un’autorizzazione. La responsabilità del settore bancario è in capo al ministro delle Finanze che d’abitudine ne parla con il premier » .
È utile riavvolgere il nastro. Da qualche settimana, Renzi si sente al centro di una manovra a tenaglia. « Mi hanno lasciato solo – ha spiegato qualche giorno fa a un collega incrociato per caso – tutti mi fanno la guerra. Il palazzo si muove per ammazzare il Pd e il suo segretario » . E però la commissione banche, se non altro per le polemiche su Etruria che continua a rinnovare, sembra dare una mano a chi persegue questo obiettivo.
Quella di ieri doveva essere una giornata tranquilla, in attesa del gran finale dell’inchiesta parlamentare. Nessuno temeva sgambetti dal ministro dell’Economia. E invece, è bastata una dichiarazione. « Pier Carlo poteva spiegarsi meglio – sono i ragionamenti del segretario – per bilanciare quella frase e non farsi strumentalizzare » . Nessun dolo, la linea, ma comunque una grana.
Il responsabile dell’Economia, da tempo, ha rallentato la frequentazione con il Giglio magico. Agli amici spiega di non voler certo essere ricordato come « un renziano » , piuttosto come un tecnico prestato con profitto alla politica. E la politica ha le sue regole. La rettifica sollecitata da Renzi, però, arriva soltanto a sera, quando i fuochi d’artificio delle opposizioni risuonano da troppe ore. Molto più reattivo il ministro si mostra invece su Bankitalia, precisando le sue stesse parole – dopo una telefonata partita direttamente da Palazzo Koch – e spiegando di non aver nulla da imputare al governatore nell’azione di vigilanza. Nulla contro Visco, insomma, nulla da rimproverare al grande avversario di Renzi.
E si torna all’assedio. A quel fortino da cui l’ex premier guida la resistenza. E alla rabbia di Matteo Orfini che ogni giorno si sgola: «Attaccano la Boschi sul nulla, mentre nessuno si accorge che ogni giorno da tre mesi esce fuori un guaio combinato da Bankitalia » . Una fossato sempre più profondo tra il board renziano e il resto del mondo. Che il Pd sconta nei sondaggi. Forse per questo, il leader si terrà lontano per qualche giorno. Oggi, per dire, diserterà i tradizionali auguri di Sergio Mattarella alle cariche istituzionali, dopo aver « tempestivamente » comunicato la defezione al Colle perché impegnato « alcuni giorni fuori Roma » .
E Boschi, nell’ennesima giornata di passione? Siede accanto a Luciano Violante in un convegno alla Camera. Relazione sulla certezza del diritto. E ascolta l’intervento di Andrea Orlando, che ha invitato a una riflessione sull’opportunità di candidarla e ora denuncia l’aggressione dei tifosi renziani sui social. « Qua non si può più neanche alzare un sopracciglio… » .
Mancano quattro giorni ai titoli di coda in comissione. Oggi tocca a Visco, domani all’ex ad Unicredit Federico Ghizzoni. Se quest’ultimo smentirà la versione di Boschi, partirà la denuncia della sottosegretaria. È la trincea del Giglio magico. E finirà soltanto se l’ex ministra sceglierà il passo indietro. Il resto è già rincorsa elettorale, contro tutti. « Chi non ha spada – chiama tutti a raccolta Lorenzo Guerini, citando l’evangelista Luca – venda il mantello e ne compri una » .
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