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Padoan: meno tasse se cala la spesa Slitta il rimborso per gli ultimi 730

«Il taglio delle tasse è efficace per la crescita nella misura in cui è credibile, ed è credibile nella misura in cui è permanente, ed è permanente se è supportato da tagli alla spesa». Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, condivide il piano del premier Matteo Renzi per la riduzione delle tasse. «Se così non fosse oggi non sarei qui» ha detto il ministro intervenuto ad un convegno della Confcommercio. 
«È una precisa strategia del governo, non un annuncio estemporaneo. La riduzione delle imposte — ha detto il ministro — serve per stimolare la crescita» che già quest’anno, secondo Confcommercio, potrebbe salire dal previsto 0,7 all’1%.
Il piano dell’esecutivo, ha aggiunto il ministro, oltre che sul taglio delle tasse punta «sul sostegno agli investimenti, la prosecuzione delle riforme strutturali, ed il consolidamento della finanza e del debito pubblico» che secondo i dati Eurostat ha toccato nel primo trimestre il 135,1% del Pil (è il secondo più alto della Ue dopo la Grecia, che sta al 168,8%). «La sostenibilità del taglio delle tasse è cruciale per la finanza pubblica, che deve conquistarsi e mantenere la fiducia dei mercati e delle istituzioni» ha aggiunto Padoan, replicando poi indirettamente all’ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani.
«Ridurre le tasse non è alternativo al rafforzamento della lotta all’evasione. Sono cose complementari» ha detto il ministro, secondo il quale anche il piano di tagliare prima le imposte sulla casa, poi quelle alle imprese ed alle famiglie risponde ad una logica precisa «dovuta al tipo di relazioni che si innescano tra queste misure nella loro successione».
Per finanziare la riduzione della pressione fiscale, sarà dunque necessario proseguire sui tagli alla spesa. «Rispetto al passato — ha detto il commissario alla spending review, Yoram Gutgeld — la nuova fase avrà un’ottica pluriennale e un impatto crescente nel tempo». Sul piano che vedrà la luce a ottobre con la legge di Stabilità, ha spiegato Gutgeld, sono al lavoro un centinaio di esperti che si stanno concentrando su 15 settori, tra i quali gli acquisti centralizzati, la sanità, la giustizia, le forze dell’ordine.
Non si tratta solo di tagliare, ma di guadagnare efficienza. «E non è un problema di Nord e Sud — ha sottolineato — i due tribunali più efficienti sono quello di Trieste e quello di Marsala».
«Tolti gli interessi e le pensioni, la spesa italiana è già tra le più basse d’Europa. La nostra “macchina” statale costa 350 miliardi di euro, quella francese 650. E la riduzione è nei fatti: nel 2015 la spesa per acquisti e gli stipendi scenderà di 4/5 miliardi, mai successo in Europa» ha detto Gutgeld.
Ieri, intanto, l’Agenzia delle Entrate ha chiesto al governo di riflettere sulla possibilità di togliere le sanzioni per gli errori materiali commessi nella dichiarazione precompilata. Oggi scadono i termini e sono state presentate 16 milioni di dichiarazioni.
I Caf ne hanno elaborate 14,4 milioni, 1,6 direttamente i cittadini. Chi lo ha fatto entro il 7 luglio può esser quasi certo di ricevere gli eventuali rimborsi entro fine mese, al più tardi ad agosto. Sempre ad agosto arriveranno i conguagli delle pensioni per chi ha presentato il 730 entro il 20 luglio. I conguagli a debito, per le dichiarazioni arrivate dopo il 30 giugno, scatteranno a settembre, vista la possibilità di rateizzarli.

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