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Padoan: la ripresa durerà ma ora è il momento delle riforme innovative

«Lo stato dell’economia che la prossima legislatura eredita è sicuramente migliore di quello che questa legislatura ha ereditato dalla precedente: non credo che questo risultato sia solo merito della ripresa della domanda mondiale». Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, parla a Cernobbio, al Forum Ambrosetti.
Il merito, sottinteso, è anche del governo, in termini di riforme (Padoan ricorda gli interventi strutturali sui mercati finanziari, sulle banche, sui nuovi prodotti di risparmio individuali, i Pir, sulle misure fiscali). Aiuta il contesto, la ripresa economica. «C’è una forte componente ciclica – ricorda Padoan – e non solo da noi. Ma la componente strutturale sta crescendo», mettendo le basi per ridisegnare un nuovo percorso: per ridurre gli squilibri, di cui aveva parlato il giorno prima anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni («È il nostro Totti », ha detto il ministro) «bisogna avere una visione complessiva del Paese»; non c’è «la bacchetta magica, ma servono una serie di misure coerenti tra loro» e soluzioni innovative. Poi il monito: «C’è una finestra di opportunità, c’è un clima economico e politico che lo consente e se non la si coglie, il Paese non sta fermo, torna indietro. Il prossimo governo, al di là di quello che farà questo, dovrà proseguire». La stessa fine del programma di sostegno della Bce con il quantitative easing deve essere uno «stimolo ad andare avanti con la politica delle riforme strutturali».
Padoan si rivolge ad un parterre di imprenditori, economisti e politici, alla vigilia della presentazione della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza, il Def, attesa tra il 20 e il 27 settembre; immediatamente a seguire la legge di Bilancio. Con le inevitabili trattative con Bruxelles, per contenere la correzione del deficit strutturale.
Il ministro ricorda, ancora una volta, che «le risorse restano limitate e il sentiero è stretto». Su questo punto incassa i complimenti di Mario Monti ma anche una richiesta di precisazioni da parte dell’ex premier su una simulazione degli effetti recessivi del “Salva Italia” (del 2011) amplificati da una crisi del credito bancario, che verrà in parte riesposta nella Nota di aggiornamento al Def.
Nelle parole di Padoan ci sono tante aperture: sul finanziamento degli investimenti «vedremo se sarà possibile fare qualche passo avanti»; subito dopo, in un botta e risposta con il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, parla di incentivi per l’occupazione giovanile: «Possiamo anche valutare di mettere in discussione le procedure di spesa del passato ». Poi ricorda il percorso fatto, anche con una riforma della finanza che «rafforzi l’economia reale». Anche grazie ad alcune misure (per esempio le garanzie statali) «i terribili Npl, l’incubo delle notti dei finanzieri, si stanno lentamente ma decisamente sciogliendo» mentre il sistema bancario «ha auspicabilmente messo da parte focolai di crisi che erano individuali ma con potenzialità sistemiche».
Intanto si avvina l’appuntamento per sciogliere i nodi della partita Stx-Fincantieri: l’11 settembre il ministro incontrerà il suo omologo francese, Bruno Le Maire, che due giorni fa aveva ribadito la volontà di «trovare un compromesso». Ieri Padoan ha ribadito che «perdere la maggioranza » per Fincantieri «sarebbe difficile da giustificare».

Vittoria Puledda

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