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Padoan: la manovra? Vedremo Il Fmi riduce le stime sul Pil italiano

«Vedremo se sarà il caso di prendere misure ulteriori per rispettare gli obiettivi». Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, commenta con freddezza la richiesta che potrebbe arrivare nelle prossime ore da Bruxelles di un ritocco alla manovra di bilancio del 2017. Il rapporto tra il debito pubblico ed il prodotto interno lordo nel 2016 non si è ridotto, come promesso, e ora l’Italia rischia una procedura d’infrazione. A meno che non faccia uno sforzo aggiuntivo per ridurre il deficit pubblico, che è già ampiamente sotto al tetto massimo del 3%.

La cifra in ballo non è elevata, 0,2 punti di Prodotto interno lordo, cioè 3,4 miliardi di euro, ma il governo teme che una manovra di bilancio restrittiva per quanto piccola, possa comunque incidere negativamente sulla crescita dell’economia, appena ripartita ed ancora debole. La richiesta di garantire il rispetto degli impegni era stata formulata dall’Ecofin a dicembre, subito dopo il referendum, ed è da qualche giorno al centro di un confronto tra il governo e la Commissione Ue

«La via maestra per abbattere il debito resta la crescita. La Ue ci ricorda che l’Italia ha un debito troppo alto e questo lo sappiamo tutti. Non è diminuito perché purtroppo siamo stati in deflazione nel 2016 – ha detto Padoan, intervistato dal Tg3 – e le condizioni di mercato non ci hanno permesso di completare il programma di privatizzazioni. Un piano che prenderà quota quest’anno, in cui ci aspettiamo una crescita più elevata» ha aggiunto Padoan, contestando anche la revisione decisa ieri dal Fondo monetario internazionale della stima sull’andamento dell’economia italiana, l’unica tra quelle dei grandi paesi a subire un ridimensionamento.

Per il Fondo l’Italia crescerà dello 0,7% nel 2017 e dello 0,8 nel 2018, quando ad ottobre la previsione era pari allo 0,9 e all’1,1%. «Sono stupito perché le ragioni sono l’incertezza politica, difficile da argomentare con un governo che opera in continuità con quello precedente, e i problemi con le banche, rispetto ai quali abbiamo preso misure per minimizzare i rischi, che comunque erano minimi» ha detto Padoan, duramente contestato dall’opposizione.

Per il Movimento 5 Stelle l’Unione europea presenta il conto della «manovra elettorale di Renzi». La Lega chiede le dimissioni del ministro, Forza Italia lo invita a chiarire subito in Parlamento.

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