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Padoan: la crescita dell’Italia accelera

A livello globale il ritmo di sviluppo non è ancora soddisfacente, però in Italia l’economia sta allungando il passo. È una constatazione positiva, sulla quale ieri si sono ritrovati tanto il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, quanto il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, al termine di un G20 finanziario dominato da un “non detto” ovvero il rischio-impasse sul caso Grecia, che oggi approda all’Eurogruppo di Bruxelles. «La nostra crescita sta accelerando» ha rimarcato Padoan, spiegando che l’andamento del Pil italiano, ha aggiunto l’inquilino di via XX Settembre, è «in controtendenza» rispetto a quello del mondo, che appare invece in rallentamento, in base ai dati Fmi presentati qui a Istanbul come base per la discussione, nei quali l’incremento mondiale del Pil è stato rivisto a +3,5% da un precedente+3,7%. Padoan ha ricordato che «secondo la Commissione europea, il 2015 sarà l’anno in cui tutti i Paesi avranno una crescita positiva. Sarà un anno di svolta». Per l’Italia, in particolare, il ministro ha riaffermato di non escludere sorprese positive. «Vedremo i numeri – ha concluso – ma nell’intervallo statistico delle stime, prevedo valori superiori alla media». Come dire che in un range di previsioni che assegnano all’Italia una crescita compresa fra 0,4 e 1 per cento forse, un+0,7-0,8 ci potrebbe anche stare. 
D’altra parte, è da notare che anche il responsabile delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble nella sua conferenza stampa ha citato il ritorno alla crescita dell’economia italiana tra gli elementi che in questo momento contribuiscono a migliorare il quadro delle prospettive congiunturali: «Oltre alla riduzione del prezzo del petrolio – ha dichiarato il ministro tedesco – c’è da registrare, tra l’altro anche il positivo cambiamento di tendenza dell’economia italiana».
Allo stesso modo il governatore della Banca d’Italia Visco ha affermato che forse questa volta il Fondo monetario, attribuendo all’Italia un aumento del prodotto pari allo 0,4 per cento per quest’anno «è stato un po’ pessimista», perché il quadro macroeconomico italiano è in via di miglioramento e i dati della produzione industriale di dicembre diffusi ieri dall’Istat confermano che le cose «vanno n’anticchia meglio». Infatti «l’anno scorso si chiude leggermente meglio e questo parte leggermente meglio».
Sono dati che non cambiano, naturalmente le previsioni fornite dallo stesso governatore qualche giorno fa al Forex: «Non siamo molto distanti da quello 0,5% di crescita per il 2015 di cui ho parlato a Milano», sottolinea il responsabile di Palazzo Koch. «Alla lunga», aggiunge, «sono le forze reali che contano. Tutti oggi si soffermano sulle stime puntuali, ma, certo, l’intervallo di confidenza è ampio». Molto, naturalmente, dipenderà da come evolveranno i corsi del petrolio e dell’euro e da quali saranno i pieni effetti del Quantitative easing della Bce. «Detto tutto questo – aggiunge Visco – per il 2016 è possibile vedere una crescita italiana superiore all’1,5% in media».
Sulla questione greca, il ministro Padoan ha espresso un cauto ottimismo: «La mia sensazione – ha dichiarato – è che sulla Grecia siamo agli inizi di un percorso che alla fine sarà positivo e ha aggiunto: «Credo nello sforzo di tutti per trovare un terreno comune e una soluzione» allo stallo attuale sul debito greco.
Dal canto suo, il governatore ha sottolineato che il rischio contagio dalla Grecia è crollato rispetto ai tempi in cui si temeva un euro-break up. «Il rischio di contagio dalla Grecia è molto più basso di quanto ce ne fosse nel 2011» ha detto Visco, rilevando che anche il mercato testimonia questa diminuzione, con scarse oscillazioni del differenziale tra Btp e Bund in zona 130 punti base. «Li abbiamo convinti – osserva – che l’Unione monetaria non è solo un sistema di cambi fissi ma una vera unione». Quanto al quantitative easing e ai 130 miliardi di titoli di stato italiani che Bankitalia acquisterà sul mercato secondario di qui al settembre 2016, Visco ha spiegato che non è stato ancora definito un programma né si è deciso quali titoli comprare in base alle scadenze. Ma certamente, ha concluso «l’acquisto andrà fatto nel modo meno distorsivo possibile».
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