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Padoan difende le riforme dai dubbi Bce

Una critica all’Italia per le riforme ancora insufficienti e per lo scostamento dagli obiettivi di finanza pubblica, da parte della Banca centrale europea. È arrivata ieri e ha trovato la risposta del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e del suo dicastero che ne hanno contesto l’esattezza fattuale. Una diatriba tra istituzioni sull’interpretazione delle regole non usuale. Attorno a un documento nel quale la banca centrale sembra criticare soprattutto la Commissione Ue per scarsa vigilanza. 
Il bollettino mensile della Bce, diffuso ieri, introduce una nota di cautela in quello che appare come un rilassamento generale nell’Eurozona dovuto alle migliorate prospettive dell’economia. In particolare, nota che l’esame della Commissione Ue sullo stato macroeconomico dell’area «indica che la gravità degli squilibri sta aumentando in diversi Paesi». In Italia e in Belgio «continua a esservi un notevole scostamento dello sforzo strutturale richiesto». Una risposta avrebbe dovuto arrivare dalla Procedura Ue sui disallineamenti di bilancio, la quale poteva «evitare l’emergere di squilibri dannosi». Ma, nonostante che nel corso dell’esame la Commissione abbia individuato alcuni Paesi con sbilanci eccessivi, non ha attivato la Procedura. Secondo la Bce, invece, è «importante» ricorrervi «in modo completo ed efficace». Francoforte insomma indica che Bruxelles ha abbassato la guardia e ciò non va bene.
Il bollettino dice poi che l’Italia «necessita di ulteriori riforme strutturali per accrescere il prodotto potenziale». Riforme significative nel mercato del lavoro e nel settore dei beni e servizi potrebbe accrescere il Prodotto interno lordo del 10% e più nel lungo periodo.
Il ministro dell’Economia italiano Pier Carlo Padoan ha risposto alla Bce che «l’applicazione meccanica» delle regole Ue «condurrebbe a dinamiche del debito controproducenti» e ha ricordato che l’Italia fa le riforme e allo stesso tempo rispetta gli impegni di bilancio . Il ministero, poi, in serata ha contestato con una nota alcuni punti sostenuti in una parte del bollettino della Bce. In particolare ha chiarito che in dicembre l’Eurogruppo non aveva chiesto all’Italia misure «aggiuntive» ma «effettive». E ha sostenuto che «l’opinione secondo cui la correzione strutturale sarebbe un mero riflesso del calo del pagamento degli interesse (e non di uno sforzo nazionale, ndr ) è quanto meno parziale». Chiaramente non gradita, a Roma, l’analisi di Francoforte.
Ieri, la Bce ha anche effettuato un’operazione di finanziamento al sistema bancario per 97,8 miliardi nell’ambito dell’asta di liquidità Tltro.

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