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Padoan: con nuove riforme più tempo ad Atene

«L’Unione monetaria non si può permettere di perdere pezzi, semmai ha bisogno di essere allargata, va fatto di tutto per trovare un’intesa con Atene». Nei contatti di questi giorni fra Matteo Renzi e il presidente della Commissione, Jean Claude Juncker, la posizione del nostro Paese si è definita in una linea mediana fra le tesi di Berlino e quelle flessibili di una parte del nuovo governo della Ue. 
Non si tratta però di una mediazione, a Palazzo Chigi rilevano che il nostro governo ha piena fiducia nelle capacità della nuova Commissione, che l’approccio di Juncker e dei suoi commissari va sostenuto e incoraggiato, che una soluzione «è a portata di mano» nei prossimi giorni, forse già lunedì prossimo, quando l’Eurogruppo tornerà a riunirsi.
La sola ipotesi che Atene potesse rivolgersi altrove, per finanziarsi, in Cina o a Mosca, ha stimolato nelle ultime ore valutazioni urgenti in cui l’Italia ha in sostanza spinto chiedendo al governo europeo di accettare le richieste, se ragionevoli, avanzate da Tsipras: non ci possono essere deroghe alle obbligazioni finanziarie assunte da Atene, come dimostra il caso italiano i debiti e i programmi sottoscritti si rispettano, ma allo stesso tempo «è impossibile ignorare le esigenze e le urgenze sociali emerse con la vittoria elettorale della sinistra greca», è in sintesi la posizione del nostro governo.
Del resto la nuova Commissione ha già dimostrato di dare maggiore importanza alla crescita, alla flessibilità delle regole di bilancio, almeno se accompagnate da seri programmi di riforme. E le riforme che sta annunciando il governo greco, in termini di lotta alla corruzione, all’evasione fiscale, di profonda revisione delle norme sulla pubblica amministrazione, possono portare ad un allentamento delle rigidità del percorso di rientro dell’immenso debito pubblico.
Ieri sera il ministro dell’Economia Padoan rappresentava questa posizione: negoziare alcuni cambiamenti al processo di riforme sin qui promesso da Atene, obiettivo che Juncker sta perseguendo, può essere la contropartita per un allentamento dei tempi che regolano le obbligazioni debitorie dei greci. Il Consiglio europeo di oggi si trasformerà, con la presenza del premier ucraino, nell’ennesimo vertice di emergenza sulla crisi di Kiev. L’urgenza di un accordo con Atene è questione anche di priorità, fra crisi diverse.

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