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Padoan: Borsa più competitiva con il voto plurimo

«Gentili Signori, in merito alle preoccupazioni espresse nella vostra missiva, relative al dibattito pubblico sulla nuova disciplina del voto plurimo e maggiorato, ritengo opportuno fornire alcuni chiarimenti». Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha risposto ieri con una lettera all’appello firmato da investitori istituzionali italiani ed esteri, accademici, amministratori e società di consulenza che hanno chiesto non venisse prorogata la possibilità, scaduta il 31 gennaio, di approvare le relative modifiche statutarie con maggioranza semplice, invece di quella pari a due terzi prevista nelle assise straordinarie. 
Niente proroghe, rassicura il ministro: «Il governo non intende proporre ovvero dare parere favorevole a proposte di proroga» considerando «il periodo transitorio concluso e ritenendo necessario preservare la certezza delle regole, elemento imprescindibile per la fiducia degli investitori». Padoan sottolinea poi che le cosiddette loyalty share , le azioni che rafforzano il voto agli azionisti di lungo periodo (almeno 24 mesi) sono «strumenti previsti in molti ordinamenti (fra cui Francia, Stati Uniti, Paesi dell’Europa del Nord)». «Si è dunque ritenuto di dotare anche le società italiane di strumenti di flessibilità che consentano loro di competere alla pari con imprese aventi sedi in altri Paesi. E «con specifico riguardo alle azioni a voto maggiorato, si è voluto dotare le società quotate di uno strumento per incentivare gli azionisti a investimenti di lungo periodo, in linea con le indicazioni che provengono dalle istituzioni europee».
Precisazioni che evidentemente Padoan ritiene necessarie di fronte alla difesa del principio «un’azione-un voto» alla base della richiesta dei fondi di non prolungare il quorum del 51%, agevolazione che rende di fatto molto più semplice il sì al voto rafforzato. D’ora in poi per l’approvazione saranno necessari i due terzi. Ma il no dei fondi, praticamente unanime nelle tre assemblee che si sono tenute in gennaio (Astaldi, Amplifon e Campari) potrebbe rendere difficile la partita. La lettera di Padoan rappresenta certo un segnale di attenzione importante verso gli investitori internazionali, che negli ultimi anni hanno mostrato una crescente attenzione verso le nostre società. E sono diventati azionisti di primo piano in banche e imprese industriali.

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