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Padoan: «Berlino ha speso di più» Montepaschi salvo nei prossimi giorni

Le contestazioni di commissari Ue filo-Berlino al via libera della collega danese della Concorrenza Margrethe Vestager sul salvataggio di Popolare di Vicenza e Veneto banca – con aiuti di Stato e con l’acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo — non dovrebbero influenzare la valutazione della già difficile situazione dei conti pubblici dell’Italia. Lo ha reso noto a Bruxelles il vicepresidente lettone della Commissione europea Valdis Dombrovskis, uno dei più «rigoristi» dell’istituzione Ue, precisando che «come per situazioni simili, in genere trattiamo l’ammontare di denaro che gli Stati membri utilizzano per risolvere problemi del settore bancario come una-tantum: quindi non pregiudicherà le nostre discussioni sullo sforzo strutturale che le autorità italiane devono fare per preparare il bilancio del prossimo anno»,

Dombrovskis non ha cavalcato le critiche di elusione o di applicazione troppo morbida della normativa sull’Unione bancaria, arrivate principalmente da Germania e Regno Unito, per la ridotta attribuzione di perdite agli investitori privati (con aumento dell’esborso per i contribuenti). «Va sottolineato che c’è stata una considerevole ripartizione degli oneri per i privati ed è stata una decisione delle autorità italiane di non farlo più consistente», ha detto il lettone precisando che «l’Unione bancaria è parte della soluzione, non del problema».

Il presidente della banca centrale tedesca Bundesbank, Jens Weidmann, ha invece insistito sullo scarso rispetto delle regole Ue nelle risoluzioni bancarie, sostenendo che l’indisponibilità di molti governi europei rende impossibile un rapporto di «fiducia» e «un coraggioso consolidamento dell’Unione monetaria» perché «questo comportamento non si osserva solo relativamente alle norme sul bilancio, ma anche sui nuovi principi sulla risoluzione delle banche, proprio in quei Paesi che chiedono una maggiore condivisione». Il riferimento è all’Italia che preme per completare la Garanzia europea dei depositi e introdurre forme di mutualizzazioni del debito pubblico.

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha però ricordato in una intervista a un settimanale tedesco che le regole dell’Unione bancaria «sono state impostate e condivise dagli Stati membri, dopo che molti Paesi hanno affrontato la crisi finanziaria del 2008 usando enormi quantità di denaro pubblico per mettere in sicurezza il loro settore bancario». Padoan ha affermato che «stiamo parlando di centinaia di miliardi in Germania e nel Regno Unito, mentre in Italia la spesa pubblica per le nostre banche è limitata finora a circa un miliardo di euro». Per il ministro «senza l’intervento del governo, le banche avrebbero immediatamente sospeso tutti i servizi» e questo «avrebbe provocato gravi danni all’economia di una regione con un Pil pari a quello di Estonia, Lituania, Lettonia e Slovacchia sommati insieme». Il presidente Sergio Mattarella, da Montreal, ha apprezzato il salvataggio delle banche venete definendolo «un altro intervento importante che ha fatto questo governo», in una Italia dove «sta crescendo la ripresa economica». Padoan si è detto fiducioso di avere presto il via libera definitivo di Vestager sul salvataggio del Montepaschi e quello del Parlamento al decreto per le due venete. Il ministro ha ricordato che, se il voto fosse negativo, scatterebbe «la clausola di rescissione di Intesa Sanpaolo e quindi saremmo in una situazione molto difficile».

Ivo Caizzi

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