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Padoan: “Basta con i blitz anti-evasione semplificheremo al massimo il fisco”

Non ci saranno più “blitz”: per combattere l’evasione fiscale il governo punta piuttosto a «semplificare al massimo il sistema di pagamento » e alla «trasparenza delle regole», strada maestra per la «costruzione costante di un rapporto di fiducia con i cittadini». È la linea indicata dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel colloquio con Lucia Annunziata durante la trasmissione “In mezz’ora”, su Rai Tre. «I cittadini aspettano dal governo un trattamento migliore, in termini di modalità di pagamento delle tasse. Questo è un loro diritto », ribadisce il ministro, spiegando che il governo si pone il duplice obiettivo di «semplificare la vita ai contribuenti onesti» e di «spostare il carico fiscale in modo tale che alla fine ci sia, a parità di gettito, più crescita e più lavoro». Un percorso analogo a quello indicato dallo studio diffuso qualche giorno fa dal Nens, l’istituto di ricerca fondato nel 2001 da Vincenzo Visco e Pierluigi Bersani: «Un documento importante, ne condivido pienamente l’approccio», dice Padoan.

Anche il bonus di 80 euro ha l’obiettivo di conquistare la fiducia dei cittadini, rilanciando i consumi e la ripresa: è una misura strutturale, conferma il ministro, rilevando che «se la cifra è permanente il comportamento cambia, si esce più rapidamente dalla crisi». Padoan si mantiene invece possibilista sull’eventuale allargamento della platea dei beneficiari: «Dipende dalle coperture», dice. Inoltre, a favore delle aziende italiane e di quelle straniere che intendono investire nel nostro Paese, precisa Padoan, sono in arrivo, all’interno del decreto sulla Pubblica Amministrazione, una serie di norme che prevedono «sgravi fiscali per investimenti, agevolazioni per la patrimonializzazione, eliminazione delle barriere che impediscono agli intermediari non finanziari di fare credito direttamente alle imprese, misure per favorire la cartolarizzazione». «Un tipo di misure che rende più facile e attraente investire in Italia», conclude il ministro.
La crescita rimane l’obiettivo finale di tutte le politiche economiche e fiscali, e per questo, ricorda il ministro dell’Economia, bisogna che anche le politiche Ue puntino in questa direzione: «La prima cosa da fare è cambiare l’agenda dell’Europa, bisogna rimettere in moto la crescita e aggredire la disoccupazione». Senza naturalmente «perdere i benefici della stabilità fiscale e di debito che abbiamo». Un «sentiero stretto », che però al momento non prevede manovre correttive: «Continuiamo nella direzione che abbiamo preso, nei margini che abbiamo».
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