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Padoan: Bankitalia sempre corretta

Prima il ringraziamento «personale e del governo» a Ignazio Visco e alla Banca d’Italia per il ruolo essenziale che sta svolgendo «insieme al sistema bancario in tutte le sue componenti» nella strategia di ripresa economica strutturale che l’Italia sta perseguendo. Poi la difesa d’ufficio ma anche politica per il Governatore, la cui revoca «è fuori discussione» in relazione alle inchieste giudiziarie in corso e legate alle vicende delle banche popolari di Spoleto e di Vicenza, visto che «non c’è alcun indizio» di colpe gravi a suo carico.
Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, fuga ogni minima ombra sull’azione dell’Autorità di vigilanza bancaria «che si è svolta nella più assoluta correttezza, formale e sostanziale». E lo fa dopo l’appuntamento della Giornata del risparmio rispondendo a un’interrogazione dei deputati M5S nel corso del question time alla Camera. Via Nazionale sì è sempre mossa in «costante e proficua collaborazione con la magistratura» ha affermato il ministro, sottolineando poi che «le crisi di banche generate o aggravate da comportamenti scorretti o delittuosi del management» sono emerse anche grazie «all’intensa attività di vigilanza della Banca d’Italia».
In mattinata Padoan, parlando davanti alla platea riunita a palazzo della Cancelleria, si è rivolto in primis ai protagonisti dell’economia reale, gli imprenditori, invitandoli ad approfittare delle misure inserite nella legge di Stabilità, a partire dal bonus assunzioni: «Mi auguro che le imprese sapranno approfittarne al meglio» visto che gli sgravi contributivi per i nuovi contratti a tempo indeterminato rappresentano «una misura che via via andrà a morire «perché esaurisce la sua funzione in questa fase di transizione». Poi l’invito che il ministro va ripetendo in questi giorni: leggere nel loro insieme tutte le misure contenute nella manovra ricordando che il suo segno fondamentale, ovvero la riduzione del carico fiscale, «comincia dall’inizio della vita di questo governo e continuerà per gli anni a venire, considerando abbattimenti» di diversa natura, su lavoro, famiglie, imprese, «e vanno visti nella loro interezza».
Tanti indicatori continuano a confermare il consolidamento della ripresa e della fiducia, ha infine osservato il ministro: «Lo vediamo in alcuni segni molto chiari, non solo il miglioramento delle grandezze in termini di crescita, investimenti e occupazione, buona occupazione, ma anche nei riconoscimenti sia dei mercati che delle istituzioni, con riconoscimenti che si estrinsecano in balzi in avanti molto recenti sulle classifiche di competitività».

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