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Padoan: banche, misure umanitarie per i risparmiatori

Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha annunciato un intervento a favore della fascia più debole dei risparmiatori colpiti dal recente salvataggio di quattro piccole banche. Il ricorso a un fondo di Welfare punta a superare le nuove regole di Bruxelles, che impediscono di usare aiuti di Stato quando istituti di credito diventano insolventi.
«Non è un rimborso — ha detto Padoan al termine dell’Ecofin a Bruxelles —. Si tratta di misure di tipo umanitario, che vanno incontro alle necessità delle fasce più deboli dei risparmiatori coinvolti nella risoluzione. Non hanno nulla a che fare con l’operazione finanziaria».
Il ministro ha confermato contatti continui con la Commissione europea e che i termini di questi aiuti verranno definiti per consentirne l’inserimento «nella legge di Stabilità». Non dovrebbe esserci collegamenti tra l’importo delle obbligazioni subordinate «azzerate» e gli aiuti solo per i possessori in condizioni economiche precarie. Padoan non intende portare a Bruxelles proposte destinate ad essere bocciate in base alla normativa dell’Unione europea sugli aiuti di Stato, come successo con il primo piano di salvataggio di Banca Marche, Etruria, CassaFerrara e CassaChieti. Anche se sul problema è in corso una sollevazione contro la Germania, che ha fatto approvare alla Commissione Ue salvataggi di sue banche per centinaia di miliardi e poi ha promosso vincoli per impedire gli stessi interventi agli altri Paesi.
La commissione economica dell’Europarlamento ha approvato un emendamento dell’eurodeputato Renato Soru (Pd) proprio per contestare che «le disparità significative, emerse tra gli Stati membri nell’uso degli aiuti di Stato nel settore finanziario negli ultimi anni, possono condurre a distorsioni della concorrenza nel settore bancario». Secondo Soru «il dubbio che la Commissione vieti all’Italia procedure che consente ad altri Paesi, in primis alla Germania, e che quest’ultima voglia evitare di partecipare alla mutualizzazione del sostegno alle crisi bancarie di altri Stati membri, è ormai diffuso».
Per il presidente dell’Abi Antonio Patuelli «ora la Commissione europea dovrà tenere nel debito conto questa importante presa di posizione del Parlamento europeo».
Padoan ha confermato l’appoggio dell’Italia al completamento dell’Unione bancaria, che prevede una garanzia europea sui depositi. Ma il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. appoggiato da Olanda e Finlandia, ha frenato ribadendo che «la Germania non accetterà mai questo livello di condivisione del rischio senza aver prima visto la riduzione dei rischi».
Italia, Francia, Germania e altri sette Paesi hanno concluso un accordo per definire la tassa sulle transazioni finanziarie entro i prossimi sei mesi. Il ministro Padoan ha considerato possibile il via «entro il 2016» di una Tobin tax simile a quella già introdotta in Italia.
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