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Padoan: bad bank verso una soluzione light

Una soluzione in tempi brevissimi per favorire «un’operazione di mercato» che consenta la progressiva riduzione del fardello delle sofferenze bancarie. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, non è andato oltre questa generica indicazione sul tema «bad bank» nell’ora e mezza di incontro con i banchieri dell’Esecutivo dell’Abi.
Secondo quanto riferiscono fonti presenti alla riunione a palazzo Altieri, Padoan ha agitato lo spettro dei «vincoli di finanza pubblica» per le possibili soluzioni che abbiano un impatto fiscale sul trattamento dei crediti in sofferenza. La soluzione «leggera» indicata in conferenza stampa dal ministro, viene interpretata quindi dai banchieri che lo hanno ascoltato come un insieme di misure in grado di accelerare le procedure esecutive di recupero dei crediti. Il ministro Padoan non ha dato tuttavia indicazioni sul possibile veicolo normativo e un banchiere presente all’incontro riferisce la sensazione che si sia «ancora in alto mare».

La soluzione del governo italiano per agevolare lo smobilizzo delle sofferenze bancarie e dare in questo modo un fattivo sostegno alla ripresa arriverà «in tempi brevissimi». Ad annunciarlo è stato ieri lo stesso ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, al termine del suo incontro con i banchieri al comitato esecutivo dell’Abi. «Abbiamo esaminato il contributo fondamentale che il sistema bancario può dare alla «finestra -opportunità che si è aperta in questi mesi per il rilancio dell’economia» ha spiegato Padoan ai giornalisti, nel dar conto della riunione, durata circa un’ora e mezza, con i rappresentati delle aziende di credito. Per favorire la ripresa e il rafforzamento patrimoniale delle banche il governo ha già presentato il decreto relativo alle banche popolari, ha ricordato il ministro. «Nel frattempo- ha aggiunto- il governo sta prendendo in esame altre possibili misure che facilitino la ripresa lungo linee più normali dell’attività di credito, che è fondamentale per la ripresa».Il ministro ha quindi precisato di riferirsi «a misure relativealle sofferenze, sulle quali stiamo valutando varie opzioni». Padoan ha comunque sottolineato che «intendiamo concludere rapidamente questa fase istruttoria e valutare le misure da prendere, in stretto contato con l’Unione europea». Con i banchieri il ministro ha infatti convenuto che per l’Italia nessuno sta pensando a misure di tipo spagnolo (bad bank + ricorso massiccio al fondo salvastati) o a misure di tipo irlandese(garanzia pubblica sul 100 per cento dell’esposizione). Prima di tutto perchè il sistema creditizio italiano non si trova di fronte ai problemi nei quali sono incappate le banche dei paesi nostri partner e poi anche perchè nel frattempo le regole europee sono cambiate. Tuttavia , pur nell’estrema cautela, il ministro ha chiarito ieri che si metteranno rapidamente in cantiere da un lato specifiche misure regolamentari, volte ad accelerare le procedure esecutive in campo fallimentare e dall’altro misure fiscali in grado di stimolare il mercato delle sofferenze. Quella italiana sarà dunque una sorta di “soluzione light” che, come tale, potrà essere approntata rapidamente, allo scopo di attenuare al più presto il fardello di quei 185,5 miliardi di sofferenze lorde che continauano a gravare sui bilanci bancari e a mettere piombo nelle ali della ripresa. Su un altro tema molto sentito dalle aziende di credito, quello del mancato allineamento fiscale con l’Europa in materia di deducibilità fiscale delle perdite sui crediti (che in Italia viene spalmata su 5 anni e negli altri paesi europei si fa in un anno) Padoan ha risposto ai banchieri che la questione è all’attenzione del ministero ma che occorre fare i conti anche con i vincoli della Finanza pubblica. Il confronto è stato all’insegna della massima chiarezza, infine, tra i banchieri e Padoan sul tema della mancata uniformità delle norme patrimoniali dopo l’avvio della Vigilanza unica, un problema richiamato anche nell’incontro con la stampa dal presidentedell’Abi, Antonio Patuelli. L’argomento delle soglie patrimoniali diversificate per singole banche è molto sentito tra i banchieri e molti interventi , ieri,hanno messo al centro questo problema. A giudizio di Padoan, dopo una prima fase, si arriverà a una maggiore armonizzazione delle regole.

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