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Padoan avverte: Pil migliore, ma non basta

La crescita del Pil? «Abbiamo ottenuto risultati molto positivi ma siamo solo all’inizio. E siamo ancora lontani dal mondo precrisi». Non basta la crescita acquisita del Prodotto interno lordo all’1,2% a fronte dello 0,9% dell’intero 2016: secondo il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan l’Italia non può accontentarsi, il traguardo va spostato più avanti. Di più: «Non c’è assolutamente spazio per sentirsi soddisfatti», dice Padoan. Facile intuire il passaggio successivo del ragionamento: le risorse sono «pochissime» — valuta il ministro — e l’aumento del Pil non basta «a modificare in modo significativo i vincoli di Bilancio». Come dire: nessuna deroga al rigore.

Le riflessioni di Padoan sono arrivate ieri durante la presentazione alla Camera dei risultati del piano «Impresa 4.0», l’insieme degli interventi che accelerano l’ingresso del sistema produttivo nell’era digitale. Presenti, oltre al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, anche i titolari del Lavoro, Giuliano Poletti e dell’Istruzione, Valeria Fedeli. L’annuncio ufficiale del rinnovo delle agevolazioni su iper e super ammortamento nella prossima legge di Bilancio ieri non c’è stato. Ma al termine della cabina di regia di industria 4.0 tutti gli interlocutori riuniti, dai sindacati alle rappresentanze delle imprese, erano ottimisti.

Gli ordini di macchine utensili provenienti dal mercato interno nel primo semestre dell’anno sono cresciti del 24,8% contro il +5,6% di quelli esteri (fonte: Ucimu). «Abbiamo richiesto fortemente una proroga. Il governo, ministro Calenda in testa, ci ha ascoltato con attenzione. Siamo fiduciosi. L’importante è che si tratti di misure semplici, di facile utilizzo», valuta Giulio Pedrollo, vicepresidente di Confindustria per le Politiche industriali.

Il «pezzo forte» delle nuove misure per velocizzare il processo di digitalizzazione delle imprese sarà i credito d’imposta per le spese in formazione mirate a preparare dipendenti in grado di usare le nuove macchine. Le spese agevolate, però, dovrebbero essere solo quelle che superano la media dell’ultimo triennio. Punto dolente: il mancato sviluppo da parte delle università dei centri di competenza a supporto delle imprese. «In realtà i progetti sono pronti, aspettiamo solo il bando», puntualizza Marco Taisch del Politecnico di Milano.

L’ambizione del ministero dello Sviluppo è passare da 80 a 90 miliardi di investimenti privati entro il 2018. E di accrescere la spesa privata in ricerca su Industria 4.0 di 11,3 miliardi entro il 2020. Risultati che aiuterebbero la più solida crescita del Pil auspicata da Padoan.

Rita Querzé

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