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Padoan: avanti con le privatizzazioni Più semplice detrarre gli affitti

«Un Paese ad alto debito non può crescere in modo stabile se non lo riduce». Nel giorno in cui la Banca d’Italia annuncia l’ennesimo record annuale del debito, giunto a fine 2016 a 2.217 miliardi di euro, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, difende le privatizzazioni, non viste di buon occhio da tutti nel PD.

«Le privatizzazioni fin qui fatte e quelle che faremo non tolgono lo Stato dal posto di guida, lo mantengono là con più strumenti a sua disposizione. Gli obiettivi strategici che lo Stato affida alle sue partecipate come Enav, Poste o, nel passato ad Eni e Enel, rimangono pienamente operativi. I timori rispetto a questo tema sono idee semplicemente sbagliate» ha detto Padoan nel corso della presentazione del Rapporto dell’Ocse sull’Italia.

L’economia, dice l’Organizzazione, è in ripresa, ma l’attività è debole e la produttività continua a diminuire. Le riforme di questi ultimi anni cominciano a dare buoni risultati, ma il processo deve proseguire perché restano problemi ancora complessi da affrontare, come le sofferenze bancarie. Nel 2017 e nel 2918, tuttavia, l’Ocse stima una crescita del prodotto interno lordo dell’1%, con il rapporto tra deficit e pil in calo dal 2,3% di quest’anno al 2,2% del 2018. «Il debito pubblico si è stabilizzato ma rimane elevato e la sua riduzione resta una priorità per la finanza pubblica italiana, che resta vulnerabile agli aumenti dei tassi di interesse» ha sottolineato il segretario dell’Ocse, Angel Gurria.

Padoan conferma che «tutte le leve, compresa quella delle privatizzazioni, sono importanti e devono essere usate», ma la sua linea continua a incontrare resistenze, oltre a quelle emerse lunedì nella direzione del Pd. Il sottosegretario allo Sviluppo, Antonello Giacomelli, ha ribadito ieri la sua contrarietà alla cessione del pacchetto di controllo delle Poste. Nessuna nuova indicazione, da Padoan, sui contenuti e i tempi della manovra di correzione dei conti 2017 chiesta dalla Commissione Europea. «Stiamo considerando varie opzioni, sia dal lato delle spese che delle entrate. L’ho scritto a Bruxelles e lo ribadisco» ha detto il ministro a chi chiedeva lumi sul possibile aumento delle accise sulla benzina, da lui stesso ipotizzato, ma anche questo duramente contestato dagli esponenti renziani del Pd.

In Senato, intanto, è arrivato a conclusione il cammino del decreto salva risparmio, approvato definitivamente, e sempre con i voti di fiducia anche il decreto milleproroghe avanza verso l’esame della Camera. In Commissione Affari Costituzionali sono stati approvati parecchi emendamenti, e si attende la loro conferma nel testo definitivo su cui l’esecutivo metterà la fiducia.

Tra questi lo stop all’obbligo di registrazione degli affitti sul 730 per usufruire della cedolare secca sugli affitti, tempi più lunghi per il Piano ambientale dell’Ilva di Taranto, lo slittamento a fine 2018 delle concessioni per il commercio ambulante, la proroga della disoccupazione per i cococo e dei termini per la stabilizzazione dei precari Istat. Vengono abolite le sanzioni (200 mila euro) per la mancata presentazione dei bilanci da parte dei partiti politici (sono ancora attesi quelli del 2013), mentre si sbloccano le assunzioni all’Autorità Antitrust e nella polizia penitenziaria dove entrano 887 agenti.

Mario Sensini

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