Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Padoan: «All’Europa manca una visione»

Pier Carlo Padoan e Christine Lagarde devono avere un’abitudine di lavoro che permette loro di discutere in pubblico apertamente quasi come a porte chiuse. Forse è perché il ministro dell’Economia italiano è stato a lungo direttore esecutivo del Fondo monetario internazionale, del quale adesso Lagarde è direttore generale. Forse perché la francese ha operato a Parigi nella posizione che oggi Padoan occupa a Roma. O magari perché l’Italia si trova oggi così in alto nella lista delle preoccupazioni dell’Fmi, che più nulla riguardo al Paese passa senza vigilanza, pressioni e osservazioni.

Di certo non appena ieri Padoan al World Economic Forum si è lasciato sfuggire poche parole su quanto sia difficile riformare un’economia, Lagarde è intervenuta a correggerlo. L’occasione era un dibattito sulle difficoltà dei ceti medi nei Paesi avanzati, sulle quali Padoan ha osservato: «Un problema dell’Europa è l’Europa stessa. In passato veniva vista come la soluzione, ma adesso serve molto tempo prima che i risultati delle riforme (proposte da Bruxelles, ndr) si vedano».

Seduta accanto a lui su un palco di Davos, Lagarde non ha lasciato passare neanche una frase così generica: «Se manca il tempo per mettere in atto le misure giuste, come dice Pier Carlo, allora cosa serve essere dei responsabili politici? Io spero che troveremo sempre il tempo per le riforme che servono». Sono stati pochi secondi, ma persino nella mimica del direttore generale dell’Fmi erano chiare la stima per Padoan e l’ansia che il governo di Roma scivoli di nuovo nell’inerzia. L’esperienza della gestione dell’economia italiana, finita in gran parte in freezer durante i lunghi mesi della campagna referendaria, nelle capitali estere deve aver lasciato un segno. Al punto che il ministro dell’Economia ha subito dovuto precisare il senso delle sue parole. «I responsabili politici devono trovare il tempo per le riforme», ha detto Padoan. «Possono farlo», ha ribattuto Lagarde. «Devono farlo — ha ripreso Padoan —. Ma l’Europa non ha una strategia. Si può essere d’accordo o meno, eppure Londra ha una visione con la Brexit e l’America ne ha un’altra con l’elezione di Donald Trump», è l’accusa del ministro italiano, «l’Europa invece non ha alcuna visione».

Difficile dire se quello del ministro fosse un moto di fastidio per il puntiglio con il quale la Commissione Ue chiede all’Italia di togliere 3,4 miliardi dal deficit pubblico del 2017. Padoan non lo ha precisato, del resto non si parlava del suo bilancio in quel dibattito. Invece il commissario Ue Pierre Moscovici ieri a Davos lo ha fatto, nel rispondere a chi gli chiedeva perché non intervenisse per sanzionare la costante violazione nelle regole europee sull’eccesso di surplus esterni da parte della Germania. «Alcuni vincoli sono più stringenti di altri — ha osservato il commissario Ue agli Affari economici —. Quelli sul bilancio lo sono. Se il debito è troppo alto, mi spiace per l’Italia ma Pier Carlo Padoan lo sa». Moscovici oggi vedrà il ministro dell’Economia, i due parleranno di un’eventuale correzione al bilancio e il commissario europeo ha già lasciato intendere che non prevede tensioni.

Assente da Davos il governatore Ignazio Visco, dimessosi da Palazzo Chigi Matteo Renzi, una certa comunità internazionale punta sempre più su Padoan come figura conosciuta e prevedibile attraverso cui dialogare con Roma. Per molti responsabili finanziari oggi il volto del Paese è il suo. Ma il World Economic Forum, se ancora servisse, ha messo in chiaro che nessuno è più disposto a fargli sconti per questo. Né a chiudere un occhio di fronte alle incertezze del governo o dell’alta burocrazia di Roma.

Federico Fubini

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa