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Padoan alla Ue: “In linea con il Patto”

Nessun rafforzamento della manovra, in conti sono a posto: «Siamo in linea con il Patto di Stabilità». Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha rassicurato ieri i Commissari di Bruxelles Dombrovskis-Moscovici che la settimana scorsa avevano segnalato la mancanza di 1,7 miliardi (0,1 per cento di Pil) dalla manovra strutturale 2018 e avevano evocato la formula della «deviazione significativa ».
Secondo i calcoli di Bruxelles fatti ad aprile, e che dovranno essere rinnovati a novembre nelle previsioni autunnali, la nostra manovra strutturale, cioè considerato l’andamento del ciclo economico, vale solo 0,2 punti di Pil mentre secondo i nostri calcoli è regolarmente di 0,3 punti di Pil, cioè 5,1 miliardi già contenuti nella legge di Bilancio appena giunta al Senato.
La dettagliata risposta di Via Venti Settembre punta l’indice sul vecchio contenzioso tra Roma e Bruxelles sul calcolo dell’output gap, cioè la differenza tra il Pil potenziale, la possibilità di crescita nelle corde dell’Italia, e quello che effettivamente facciamo: questa differenza misura il peso dell’affanno di un paese e dunque consente di calibrare la manovra correttiva, tentando di non danneggiare l’economia.
La forbice tra le due grandezze in questa fase si va stringendo. Bruxelles «sottostima» regolarmente, come ha ricordato ieri la lettera, le nostre potenzialità e dunque tiene bassa la «lama» superiore e tende a restringere l’output gap (per la Commissione sarà zero nel 2018, mentre per l’Italia è 1,2). Di conseguenza il conto della correzione tende a salire. Per questo anche ieri Padoan ha contestato la metodologia ricordando che la stessa Bruxelles in passato ha ammesso che l’attuale meccanismo è «implausibile».
La forbice, tra quanto potremmo fare e quanto facciamo, tende a restringersi anche perché il Pil effettivo, la «lama» in basso, è in ripresa: per questo Padoan nella lettera ha ricordato che l’Italia sta «ancora sperimentando condizioni cicliche difficili, anche se in miglioramento », come testimoniano l’eredità di bassa inflazione e un tasso di disoccupazione ancora all’11,2 per cento in agosto.
Con l’occasione Padoan ricorda a Bruxelles anche la questione dei migranti. Sono passati dai 176 mila della fine dello scorso anno ai 193 mila in settembre, nonostante la riduzione del ritmo dei nuovi arrivi. Il dossier sarà nuovamente discusso a Bruxelles il prossimo anno e l’Italia ricorda che il costo pesa lo 0,25 del Pil, cioè 4,2 miliardi.
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