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Padoan agli Usa: riforme svolta per crescere

Una missione più informativa e fatta di momenti privati che negoziale e carica di appuntamenti pubblici. Ma non per questo meno ricca di incontri o temi caldi. Una visita per confrontarsi con l’amministrazione di Barack Obama, con opinion maker e investitori americani sullo sforzo riformatore dell’Italia verso un «salto di qualità» nella crescita – dal fisco al lavoro, dalla pubblica amministrazione alle privatizzazioni – come sui programmi di rilancio dell’economia e dell’occupazione in tutta Europa alla vigilia della presidenza italiana della Ue. E per discutere anche del futuro comune in gioco con il Ttip, la Transatlantic Trade and Investment Partnership, l’accordo commerciale transatlantico.
Il ministro italiano dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ha iniziato ieri con queste premesse un viaggio di tre giorni tra Washington e New York, ancorato da un incontro riservato con il Segretario al Tesoro Jack Lew nella capitale americana. L’occasione per fare il punto su strategie di sostegno all’espansione, dopo gli apprezzamenti tra i due paesi emersi durante la visita del presidente Obama in Italia a fine marzo. In quell’occasione lo stesso Obama aveva sottolineato i passi avviati dal governo per «rendere più competitiva l’economia italiana» e le opportunità insite nel Ttip. Lew ieri ha espresso particolare sostegno per un semestre Ue a guida italiana che abbia crescita e occupazione come priorità.
Prima di incontrare Lew, Padoan ha discusso più in dettaglio di Italia e Europa anche con influenti gruppi finanziari statunitensi, da Carlyle Group a Tudor Investment. «Abbiamo messo in campo una massa critica di riforme in corso di attuazione che dovrebbero produrre un salto di qualità sul terreno della crescita», ha detto il ministro ai rappresentanti di una comunità di investitori che guarda con rinnovato interesse, seppur con continua prudenza, a una “esposizione” all’Italia sotto la guida del governo Renzi. Padoan ha rassicurato i gestori che hanno chiesto anzitutto stabilità politica, certezza normativa e del quadro istituzionale, riforme strutturali. Come elemento cruciale ha sottolineato le privatizzazioni, citando gli esempi più vicini quali Poste e Fincantieri, ambiziose sia per l’obiettivo di rendere competitive le aziende coinvolte che di reperire risorse destinate a ridurre il debito pubblico. E ha parlato di una «spending review che consentirà di reperire risorse per il taglio delle tasse».
Trasferitosi in serata a New York, il ministro è stato ospite del Council on Foreign Relations per una Dinner Roundtable Discussion, una tavola rotonda a porte chiuse con think tank americani diventata però soprattutto prologo di una giornata, oggi, caratterizzata da appuntamenti con un più ampio ventaglio di protagonisti di Wall Street. Un tassello cruciale per un viaggio volto a coltivare fiducia nell’Italia come nell’Eurozona. Gli appuntamenti sono stati esplicitamente organizzati – ha fatto sapere il Ministero – per aggiornare la comunità istituzionale e finanziaria statunitense sull’attività del governo per modernizzare e rendere più competitivo e attrattivo il Paese. Tra le altre azioni per sbloccare la crescita e il Paese fin da ieri sono ripetutamente salite alla ribalta la riforma del fisco attraverso la legge delega, gli interventi per trasformare la pubblica amministrazione, il Job Act e la riforma della giustizia civile.
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