Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Padoan: “Accelera la crescita italiana” L’industria riparte è boom per i mutui

Venti di ripresa. Previsioni e numeri di una vicina, possibile uscita dalla crisi. «La nostra crescita accelera», assicura Pier Carlo Padoan: «Sarà un anno di svolta». Il ministro dell’Economia non esclude per l’Italia «sorprese positive» con un Pil «in controtendenza» rispetto a quello globale che invece frena. «Le cose vanno una ‘nticchia meglio», gli fa eco il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. E Sergio Marchionne, ad di Fiat Chrysler: «Il 2015, se ce lo giochiamo bene, sarà un grande anno».

Gli ultimi dati a disposizione segnalano che sì, in effetti, qualcosa si sta muovendo: migliora la produzione industriale, tanto per cominciare e salgono i mutui per l’acquisto di case. Nel dettaglio diffuso dall’Istat a dicembre la produzione industriale mostra un rialzo dello 0,4% sul mese precedente e dello 0,1% su dicembre 2013: due aumenti consecutivi che non si vedevano da un anno. Va detto però che nella media del 2014 questo indice è sceso dello 0,8%, che sul 2013 il calo è del 3,2% e che sul 2012 la perdita è del 6,4%. Ci si aggrappa dunque a quel segno più, finalmente ritrovato. Per le auto dicembre è stato un mese più che positivo con un rialzo del 30,4%, più 9,2 anno su anno. In crescita tutti i mezzi di trasporto.
Proprio questi numeri, nel commento di Visco, dimostrano «che l’anno scorso si è chiuso leggermente meglio e questo parte leggermente meglio ». Ma secondo il governatore le stime, alla fin fine, non spostano di molto il quadro globale del 2015: a fine anno — ecco la sua previsione — «non saremo molto distanti dallo 0,5% di crescita di cui ho parlato a Milano», lo scorso week-end. Molto dipende dal ribasso del petrolio e dal corso dell’euro. Né è secondario sapere quali saranno i «pieni effetti» del quantitative easing appena scelto dalla Bce. L’incognita Grecia, invece, non c’è: non esiste «nessun rischio contagio, assicura. Dal suo osservatorio il governatore prevede un certo miglioramento dell’economia nazionale nel 2016 quando «è possibile una crescita di 1,5 punti in media».
Bisogna quindi aspettare. Per adesso, per quest’anno, è attesa solo una mini-ripresa: meglio di niente, in ogni caso. La Confindustria quantifica la «crescita acquisita» nello 0,6%, grazie anche a stime positive (0,2%) sulla produzione di gennaio. «Le previsioni 2015 sono un po’ troppo pessimistiche», dichiara il capo economista del Fmi, Olivier Blanchard: sono possibili perciò ritocchi al rialzo da parte di questi esperti, dopo tante correzioni in senso opposto.
Ma in questo genere di faccende, si sa, quel che conta sono i segnali e le aspettative che ne derivano. Uno, considerato piuttosto importante, arriva dall’Abi che calcola in 25,2 miliardi le nuove erogazioni di mutui per la casa 2014 con un rialzo del 32,5% sull’anno prima. Ma sono segnali, appunto. Non a caso la Corte dei Conti parla ancora di «quadro di estrema fragilità» per l’economia e di «perdurante sfiducia degli operatori». Eppure, come la Banca d’Italia, vede «elementi di novità di grande rilievo » con il quantitative easing, il calo del prezzo del greggio e la flessibilità Ue. Dal G20 un messaggio prudente: Eurolandia e Giappone sono tra le economie più lente.
Il consiglio dei ministri ieri, tra le altre misure ha nominato ufficialmente presidente dell’Inps Tito Boeri, mentre i ministri Giuliano Poletti e Beatrice Lorenzin hanno firmato gli ultimi decreti per rendere operativo il bonus bebé.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Segnali contrastanti sul fronte Atlantia-Cdp. L’opinione prevalente è che la cordata coagulata in...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non si tratta solo di scegliere una nuova data a partire dalla quale si potrà di nuovo licenziare. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La proroga del Temporary Framework europeo (il Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato) consentirebbe...

Oggi sulla stampa