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Pace Berlusconi-Bolloré Vivendi scende in Mediaset Fininvest sopra il 50%

Vivendi fa un passo indietro in Mediaset, e Fininvest uno in avanti nel capitale di Cologno monzese, tornando dopo 16 anni alla maggioranza assoluta dei diritti di voto. E con un azionariato con meno francesi e più famiglia Berlusconi l’azienda tricolore avrà mani libere per fare acquisizioni in tutta Europa, partendo dalla sede legale olandese che la libera dalla giurisdizione italiana.Come da accordi siglati lo scorso maggio, Vivendi ha ceduto il 5% di Mediaset a Fininvest per 159 milioni (o 2,7 euro per azione, contro i 2,75 della chiusura di ieri) scendendo così al 23,8% del capitale e perdendo così il suo diritto di veto. I francesi restano padroni del 3,9% direttamente e del 19,9% attraverso la fiducairia Simon, con un impegno a diluirsi per gradi nell’arco di 5 anni. Fininvest ha invece rafforzato la sua partecipazione al 49,2% del capitale, quota che grazie alle azioni proprie corrisponde al 50,99% dei diritti di voto. Era dal 2005 che la holding dei Berlusconi non aveva la maggioranza delle tv di Cologno, da quando Silvio Berlusconi aveva portato avanti un maxi collocamento per evitare il conflitto di interessi. Con Fininvest in maggioranza su Mediaset, Pier Silvio Berlusconi avrà mano libera per crescere, anche con acquisizioni carta contro carta volte a imbarcare nuovi soci, e diluire nuovamente la holding di famiglia. Dopo il mancato acquisto della francese M6, Mediaset ha già messo gli occhi sulla tedesca ProsiebenSat, portandosi tra azioni e opzioni a un passo della soglia d’Opa, in attesa che la prossima primavera venga a scadenza l’attuale consiglio di amministrazione. Il mercato scommette invece, che presto o tardi, il gruppo di Cologno potrebbe tornare a considerare la possibilità di comprare le quote di minoranza di Mediaset Espana, che non solo macina utili, ma è anche la tv commerciale più a sconto in Europa.Fatto sta che in casa Berlusconi, tra i 159 milioni dati a Vivendi per riconquistare la maggioranza assoluta di Mediaset, e gli investimenti fatti dalle controllate delle tv e dei libri di Mondadori negli ultimi 18 mesi sono stati sborsati 770 milioni, cifra che sale a 1,2 miliardi con la normale attività di produzione televisiva e l’ordinaria amministrazione di Segrate e Cologno. Certo, strada facendo tra il 2020 e il 2021 qualche partecipazione finanziaria è stata sacrificata : è il caso di Molmed e soprattutto del 2% di Mediobanca (174 milioni). Va detto che nessuna delle due quote era strategica da tempo, e che una pulizia e rotazione del portafoglio era auspicabile. Soprattutto per quanto riguarda l’investimento in Piazzetta Cuccia, l’occasione si è presentata sul mercato quando le quotazioni sono tornate su livelli che non si vedevano da anni, permettendo a Fininvest di uscire con una interessante plusvalenza.Tornando all’industria, anche Mondadori ha investito 200 millioni nell’arco di 18 mesi, concentrandosi sempre più sui libri, sulla scuola e sul digitale (dove ha rilevato Hey): l’acquisizione di De Agostini Scuola ha portato il gruppo di Segrate a staccare un assegno da 157,4 mi lioni.

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