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Pacchi e risparmio salvano Poste Dividendo in crescita del 5%

Un quarto trimestre molto positivo e, complessivamente, conti annuali migliori delle aspettative degli analisti per Poste italiane. Ma, inevitabilmente, un bilancio impattato dall’effetto-Covid, con un calo del 4% del fatturato rispetto a un anno fa (a 10,5 miliardi) e dell’utile netto, che si è fermato a quota 1,2 miliardi (-10,2% su base annua). Il gruppo ha usufrito del “patent box”, che ha avuto un effetto positivo sui conti di 94 milioni. Risultati di cui Matteo Del Fante, amministratore delegato del gruppo, si è detto «orgoglioso» e che hanno portato il gruppo a proporre un dividendo in aumento del 5% rispetto a un anno fa.
I dati forse più significativi, dato il contesto economico-sanitario, sono proprio quelli dell’ultimo trimestre. Che hanno visto la forte affermazione di due fattori che gli analisti hanno definito “trend secolari”: lo sviluppo dei pacchi e i pagamenti digitali. Nel quarto trimestre i ricavi da pacchi sono aumentati del 56% rispetto all’anno prima e, per la prima volta, la crescita dei ricavi da consegna pacchi è stata superiore al calo registrato nella corrispondenza; in tutto l’anno, sono stati recapitati 210 milioni di pacchi. «Il Covid- 19 ha spostato la lancetta dell’orologio un paio di anni in avanti – ha commentato Del Fante – due anni fa avevamo notato alcuni trend, come l’aumento del numero dei pacchi che gli italiani avrebbero ordinato con l’e-commerce, e quello dei pagamenti digitali. Nel 2020 ci siamo trovati direttamente laddove pensavamo di arrivare soltanto nel 2022». Corrispondenza, pacchi e distribuzione nel 2020 hanno registrato complessivamente perdite per 419 milioni, in peggioramento rispetto a un anno fa (anche a causa degli oneri per pensionamenti anticipati), unico segmento di business in rosso.
Il 2020 è stato positivo anche per l’enorme portafoglio di Poste (alimentato, tra l’altro, dalle riserve tecniche di Poste vita): il calo dei tassi ha impattato sul margine di interesse (le Poste per molti aspetti sono simili alle banche) ma ha permesso di realizzare 365 milioni di capital gain, sostanzialmente sui Btp. A fine anno le plusvalenze latenti sui titoli di Stato erano pari a 4,7 miliardi, ora sono salite a 7. Il fronte dei servizi finanziari ha visto una raccolta netta positiva pari a 17,8 miliardi. Per quanto riguarda il solo risparmio postale, la raccolta è stata negativa per 600 milioni, dato che si confronta con il rosso di 3,5 miliardi nel 2019 e di 4,8 nel 2018: nell’anno della pandemia, gli italiani hanno riscoperto il fascino dell’investimento sicuro nei prodotti postali, ai massimi dal 2012. La distribuzione di Buoni e libretti postali, per conto di Cdp, ha fruttato a Poste 1,8 miliardi di commissioni. La convenzione tra Cassa e Poste è scaduta in dicembre e sono ancora in corso le trattative per il rinnovo.
Difficilmente si farà in tempo a firmare il nuovo accordo entro il 19 marzo, quando sarà presentato il nuovo piano industriale del gruppo, da cui gli analisti si aspettano una conferma dei due cavalli di battaglia del gruppo: i pacchi (il declino della corrispondenza si sta rivelando più forte del previsto) e i pagamenti digitali. Solo considerando il numero di transazioni sull’e-commerce, nel 2020 la voce ha registrato una crescita del 58,9% e, complessivamente, i ricavi di pagamenti e mobile sono cresciuti dell’11,1% su base annua.
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