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Pacchetto Giustizia con falso in bilancio e divorzi agli avvocati

Un pacchetto di linee guida, dal falso in bilancio alla prescrizione, passando per le intercettazioni e il sistema disciplinare del Csm. Un disegno di legge delega sulla giustizia penale; un decreto e un disegno di legge delega sul civile. Questo il menu annunciato per il Consiglio dei ministri di lunedì prossimo: tanto ricco da rendere non poi troppo abusata la definizione di «riforma della giustizia», preannunciata la scorsa settimana in conferenza stampa post consiglio dei ministri, dal ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. 
In realtà, l’ipotesi più probabile è che lunedì verranno però presentate solo le linee-guida (ma in settimana, mercoledì o venerdì, potrebbe esserci un altro consiglio), con la “semplice” enunciazione di alcuni titoli, senza la presentazione di veri e propri articolati. Il preconsiglio di ieri in vista di lunedì non ha infatti trattato i temi della giustizia, sulla scia di perplessità legate sia ai tempi parlamentari sia alla mole dei temi affastellati: varare nuovi decreti legge dopo i due su Pa e competitività, da convertire entro la metà di agosto, significherebbe ingolfare ulteriormente l’agenda del Parlamento, senza la garanzia, oltretutto, di portare a casa risultati non pasticciati.
Tante però le materie sulle quali il ministero della Giustizia ha pronte le soluzioni, sia pure in alcuni casi ancora soggette ad aggiustamenti. A partire dal falso in bilancio che vedrebbe riscritta la parte sanzionatoria, con un ritorno a 5 anni della detenzione prevista, rendendo così possibile l’effettuazione di intercettazioni, e le condizioni di procedibilità, facendo scomparire la necessità, nei casi meno gravi, della querela di parte. Sulle intercettazioni, le linee guida elaborate evitano la stretta, di berlusconiana memoria, sui reati per i quali è possibile l’ascolto, ma puntano a mettere limiti alla divulgazione, inserendole solo per riassunto nelle ordinanze cautelari e nella stessa trasmissione alle parti prima dell’udienza stralcio.
Abbozzato, per ora, anche l’intervento sulla giustizia disciplinare domestica per i magistrati: potrebbe vedere la luce quell’Alta Corte più volte evocata come giudice di secondo grado rispetto alle decisioni assunte da una sezione autonoma del Csm. La legge delega sulla giustiiza penale tratta invece temi come la revisione del sistema delle impugnazioni e la possibilità di archiviazione per la particolare tenuità della condotta criminale, mettendo a frutto alcune delle soluzioni delle commissioni ministeriali.
Venendo alla giustizia civile, l’ufficio legislativo del ministero ha elaborato un testo che recepisce in larga parte i contenuti del tavolo svolto nella passate settimane con le rappresentanze degli avvocati e l’Anm. Spazio così alla negoziazione assistita da un avvocato anche per i divorzi e le separazioni: una procedura cogestita dai legali delle parti e indirizzata al raggiungimento di un accordo con il valore di titolo esecutivo. La procedura eviterebbe qualsiasi altra forma di mediazione obbligatoria. Accantonata invece la possibilità concessa alle parti di devolvere la decisione a un arbitro scelto dal presidente del tribunale tra gli avvocati dal presidente del tribunale. Nel decreto trovano posto anche un pacchetto di misure per accelerare il processo esecutivo.
A chiudere il cerchio, un disegno di legge delega che recepisce le prime indicazioni della commissione presieduta dal responsabile del massimario della Cassazione Giuseppe Maria Berruti. La commissione ha il compito di elaborare la proposta di revisione del Codice di procedura civile, ma, intanto, alcune misure di natura organizzativa sono già state messe nero su bianco. A partire dal potenziamento del tribunale delle imprese, al quale sarebbero affidate anche tutte le controversie che riguardano le società di persone, come pure quelle sui casi di concorrenza sleale. Ai giudici potrebbero poi esseri affiancati da esperti con il compito di rendere più fondate le valutazioni di natura tecnica dell’autorità giudiziaria. Verrebbe istituito anche il tribunale della famiglia con il compito di affrontare tutta la materia del «diritto della persona». Tra le quali il danno e il testamento biologico.
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