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Pacchetto fiscale per l’edilizia

Nel pacchetto sulle liberalizzazioni entrano anche misure fiscali di favore per l’edilizia. L’esecutivo pensa a riduzioni dell’aliquota base dell’Imu per le società immobiliari di costruzioni e alla revisione del regime Iva sulle cessioni e locazioni di nuove abitazioni e per l’housing sociale.

Previste modifiche anche al meccanismo della rivalsa della maggior Iva dovuta a seguito di accertamenti o rettifiche sui clienti, ma solo ad avvenuto pagamento della stessa all’erario con aggiunta delle sanzioni e degli interessi. A seguito della rivalsa il cessionario o il committente potranno a loro volta recuperare la maggior Iva corrisposta al loro fornitore al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui ha corrisposto l’imposta o la maggiore imposta. Detrazione che sarà comunque possibile ed eseguibile solo nei limiti e alle condizioni esistenti al momento di effettuazione della originaria operazione poi oggetto di accertamento o rettifica.

La novità in materia di fiscalità nell’edilizia e in tema di esercizio della rivalsa nei confronti del cessionario o del committente dell’imposta sul valore aggiunto pagata in conseguenza di accertamento o di rettifica da parte dell’ufficio, sono contenute nello schema di decreto sulle liberalizzazioni e la concorrenza che il governo esaminerà nel Consiglio dei ministri di venerdì prossimo.

Nel suddetto schema di testo normativo in materia di liberalizzazioni e norme sulla concorrenza sono contenute, qua e là, anche disposizioni di carattere tributario come quelle sopra accennate.

Fra queste da ricordare anche le modifiche alla disciplina del trasferimento all’estero della residenza fiscale dei soggetti che esercitano imprese commerciali che l’esecutivo intende introdurre a seguito di specifica procedura d’infrazione comunitaria nei confronti dell’Italia. Altra disposizione di natura prettamente tributaria riguarda l’applicazione del regime ordinario di deducibilità degli interessi passivi per le società, a prevalente capitale pubblico, fornitrici di acqua, energia e teleriscaldamento, nonché servizi di smaltimento e depurazione che l’esecutivo mira a introdurre attraverso una modifica all’articolo 96 del Tuir.

Altro pacchetto importante di disposizioni fiscali contenute nello schema di decreto sulle liberalizzazioni riguarda, come anticipato, le imposte indirette gravanti nel settore edilizio. In particolare si prevede la possibilità per i comuni italiani di ridurre l’aliquota dell’Imu di base fino allo 0,38% per i fabbricati costruiti e destinati dall’impresa costruttrice alla vendita. Tale aliquota ridotta varrà fino a che permanga tale destinazione delle unità immobiliari e a patto che le stesse non siano in ogni caso locate, e comunque per un periodo non superiore a tre anni dall’ultimazione dei lavori di costruzioni.

Nel pacchetto di misure fiscali per l’edilizia l’esecutivo pensa anche ad una rivisitazione dell’applicazione dell’Iva sulle cessioni e sulle locazione di abitazioni di nuova costruzione nonché per il c.d. housing sociale.

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