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Pacchetto di aiuti per studi «junior»

Un pacchetto di strumenti finanziari a misura di professionista “in erba” che si affacciano per la prima volta anche alla nuova programmazione 2014-2020 del Fondo sociale europeo. Dopo l’avvio del Fondo per le professioni, l’ultimo atto della Giunta toscana è l’approvazione di nuove procedure per semplificare l’accesso ai prestiti e avviare una nuova “linea” che erogherà contributi in conto interessi. Non prima però dell’approvazione della Finanziaria regionale in calendario per il 26 marzo.
«Ancora un passo in avanti verso la piena valorizzazione del mondo delle professioni – ha commentato l’assessore toscano alle Attività produttive, Gianfranco Simoncini – con un’attenzione particolare ai più giovani, che rappresentano una quota consistente dell’economia regionale e che, a causa della crisi e delle difficoltà crescenti nell’accesso al credito, stanno attraversando notevoli difficoltà». I dati parlano chiaro: il 30% dei professionisti toscani, giovani e non, dichiarano un reddito annuale da 0 a 19mila euro.
Ma andiamo per ordine. La Toscana ha attivato un fondo ad hoc dedicato ai professionisti con particolare attenzione agli under 40 (legge regionale n.73/2008). Il fondo si avvale di una dotazione di 1 milione di euro per tutto 1l 2015, anche se precisano alla direzione generale competitività «attualmente le riserve sono pari a 600mila euro con un ulteriore imminente svincolo di garanzie per 150mila euro». Il bando prevede la concessione di garanzie per il sostegno delle attività professionali (dai supporti informatici alla formazione professionale) con diverse intensità di aiuti. Si va dai 4.500 euro per l’acquisto di strumenti informatici riservati agli under 30 ai 100mila euro per il cofinanziamento di quote di progetti europei. La durata massima del prestito è di 60 mesi (tutte le informazioni su www.toscanamuove.it). Le modifiche al provvedimento che regola il Fondo per le professioni (regolamento di attuazione dell’articolo 9 della legge regionale 30 dicembre 2008, n.73) devono ancora essere operative ma dovrebbero entrare in funzione a stretto giro. Si tratta innanzitutto di contributi in conto interessi, a valere sul Fondo, a copertura dei tassi applicati sui prestiti. L’altra innovazione, approvata ieri in Consiglio regionale, è la dematerializzazione delle domande con la possibilità di presentare le richieste di contributo su piattaforma online.
Ci sono anche contributi per l’autoimprenditorialità e iniziative per il coworking nel “pacchetto giovani professionisti”. La prima misura sarà attivata, dicono in Regione, entro la fine del mese e potrà contare nel corso dell’anno su un budget di 1,5 milioni di euro a sostegno delle attività formative e di consulenza. La misura, che rientra nell’ambito di Garanzia Giovani, offre sostegno nella redazione di un business plan per l’avvio dell’attività, l’accompagnamento all’accesso al credito e più in generale il supporto alla start up. Per quanto riguarda il coworking lo strumento è a pieno regime e prevede la concessione di un voucher di 2mila euro per l’affitto della postazione di lavoro all’interno dello spazio comune. Le prossime scadenze per presentare domanda sono il 29 maggio e il 28 agosto (per entrambe le misure tutte le informazioni su www.giovanisi.it).
C’è poi il capitolo dei praticantati e tirocini obbligatori: qui la Regione è attiva da tempo e proprio l’estate scorsa ha riacceso la macchina degli aiuti garantendo ai titolari di studio un cofinanziamentoregionale di 300 euro a fronte di una retribuzione dei praticanti di almeno 500. Il budget 2015 è di 1 milione (www.sviluppo.toscana.it). Guardando al futuro, i professionisti fanno capolino nella programmazione dei fondi strutturali 2014-2020: la Regione ha previsto l’accesso ai 10 milioni di euro per la formazione continua di studi e imprese. In attesa che si sciolga il nodo della parificazione dei professionisti alle attività imprendistoriali: una partita che vale l’accesso ai ben più consistenti fondi Fesr e a quelli gestiti dalla Ue.

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