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Pacchetto casa, lavori in corso

Lavori in corso sull’ampliamento delle esenzioni Imu-Tasi. Mentre non sembrano esserci incertezze sull’individuazione delle fattispecie agevolate (abitazioni concesse in comodato d’uso a figli, genitori, ex coniuge, sconti sugli immobili ex Iacp e sugli affitti a canone concordato) non è ancora chiaro il perimetro per poterne usufruire.
E la ragione è semplice: si vuole limitare il più possibile, anche per ragioni di copertura finanziaria, comportamenti elusivi da parte dei contribuenti che potrebbero essere innescati da una formulazione delle misure troppo «a maglie larghe». Sull’esenzione Imu-Tasi per gli immobili in comodato d’uso, per esempio, le ipotesi sul tappeto sono ancora molteplici. L’agevolazione potrebbe infatti essere riconosciuta solo se il soggetto concedente sia proprietario di un unico immobile (quello dato in comodato).

In questo caso a godere dell’esenzione sarebbe solo il proprietario che, per esempio, vada a vivere in affitto lasciando in uso l’immobile a genitori, figli o anche all’ex coniuge a seguito di separazione o divorzio. Le agevolazioni per le abitazioni date in comodato gratuito ai figli, come ha lasciato intendere il sottosegretario all’economia Pier Paolo Baretta che sta seguendo da vicino il dossier, potrebbero essere concesse solo se gli immobili sono ubicati nello stesso comune. I dubbi verranno sciolti oggi negli emendamenti di sintesi che governo e relatrici (Federica Chiavaroli e Magda Zanoni) presenteranno in commissione bilancio, dove si attende un vero tour de force se si vorrà rispettare la tabella di marcia che prevede l’approdo in aula del ddl per mercoledì.

Il dl salva-regioni entra subito nella manovra Subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (n. 266 del 14 novembre) del decreto legge n.179/2015 (approvato dal cdm per blindare i conti degli enti territoriali dal rischio di un extra deficit a seguito della sentenza della Consulta sul non corretto utilizzo delle anticipazioni di liquidità), il governo ha deciso di non aspettare l’approdo della legge di stabilità alla Camera, ma ha preferito anticipare i tempi.
Ieri il testo del dl salva-regioni è stato interamente recepito nella manovra attraverso un emendamento del governo depositato in commissione bilancio al senato (il termine per i subemendamenti è fissato per stamattina).

Il decreto, com’è noto, conformandosi alle indicazioni fornite dalla Corte dei conti e dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 181/2015, va indirettamente a sanare una lacuna del dl 35/2013 (c.d. sblocca debiti), sterilizzando le anticipazioni destinate a pagare i fornitori, sul lato della competenza, garantendo in questo modo che essa non fornisca copertura per nuove spese o per ridurre l’eventuale disavanzo. A tal fine, la norma impone di iscrivere nel titolo di spesa riguardante il rimborso dei prestiti un «fondo anticipazioni di liquidità» di importo pari alle somme incassate, fondo che non è né impegnabile né pagabile e che a fine esercizio confluisce nel risultato di amministrazione come quota accantonata. Il fondo deve essere poi ribaltato in entrata sul preventivo dell’anno successivo e nuovamente iscritto in spesa (sempre come posta non impegnabile) al netto della quota rimborsata nell’anno. In secondo luogo, il decreto consente di regolarizzare le registrazioni contabili operate negli anni scorsi dalle regioni in modo non conforme alla disciplina appena descritta (in primis il Piemonte). E prevede che l’eventuale disavanzo di amministrazione derivante dall’accantonamento al fondo di anticipazione di liquidità possa essere ripianato annualmente, a decorrere dal 2016, per un importo pari all’ammontare dell’anticipazione rimborsata nel corso dell’esercizio precedente, consentendo il riassorbimento in un orizzonte temporale di 30 anni.

Completano il decreto due norme ad hoc in materia di spesa farmaceutica e commissariamento delle strutture sanitarie private accreditate con il Servizio sanitario nazionale

La prima riguarda il cosiddetto «pay back» dei farmaci, ossia le somme che le aziende farmaceutiche devono rifondere alle regioni in caso di sforamento del tetto della spesa per farmaci a livello territoriale e ospedaliero.

Le restituzioni attese dalla regioni ammontano a 933 milioni, così ripartiti: 364 per lo sforamento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera nel 2013, 44 per lo sforamento della spesa territoriale, sempre relativa al 2013, e 524,9 milioni per l’extra spesa ospedaliera nel 2014. Tuttavia, tali somme sono state versate solo in minima parte alle regioni in quanto il Tar Lazio (sentenza n.4538/2015) a fine marzo ha annullato la determinazione dell’Aifa sul ripiano della spesa 2013. Di qui la necessità di mettere a punto una norma che consenta di blindare i bilanci delle regioni anche sotto questo aspetto. Gli enti potranno iscrivere nei bilanci 2015 (che vanno definitivamente chiusi entro il 30 novembre) il 90% delle somme loro spettanti al netto degli importi già contabilizzati.

Sul commissariamento delle strutture sanitarie private accreditate con il Ssn, il dl 179 prevede l’estensione dei provvedimenti di commissariamento legati al cosiddetto decreto Cantone (art. 32 dl 90/2014) anche alle strutture sanitarie private convenzionate che versano in situazione di anomalia gestionale e condotte illecite.

Sempre in materia di farmaci, un emendamento delle relatrici ha stabilito che resteranno a carico del Ssn le spese per i farmaci innovativi, compreso quello per l’epatite C, per gli anni 2015 e 2016. L’emendamento, che ha ricevuto il parere positivo della Ragioneria generale dello stato, prevede che la spesa per questo tipo di farmaci concorrerà al raggiungimento del tetto di spesa per la farmaceutica territoriale, per la quota che eccede il fondo ad hoc che ammonta a 500 milioni per quest’anno e 500 per l’anno prossimo.

Decontribuzione triennale per le assunzioni al Sud. Tra le misure su cui governo e relatrici stanno cercando di trovare la quadra c’è il rafforzamento degli aiuti per le nuove assunzioni nel Mezzogiorno. Al pari degli sgravi sulla casa, il velo su questo pacchetto di interventi si alzerà solo oggi con la presentazione degli emendamenti in commissione. Per il momento, dalle prime indiscrezioni filtrate, sembra che il rafforzamento delle misure per il Sud consisterà in un allungamento (da due a tre anni) della decontribuzione per le nuove assunzioni nel 2016-2017. Ma il bonus dovrebbe restare al 40%, come già previsto nel ddl di stabilità. In arrivo anche un credito di imposta per gli investimenti nelle aree svantaggiate.

Negli emendamenti di oggi troverà posto il tetto all’uso del contante che, solo per i money transfer, non sarà elevato a 3 mila euro, ma resterà a mille euro. E dopo gli attacchi terroristici di Parigi, il governo potrebbe incrementare i fondi per la sicurezza, stanziando altri 120 milioni di euro da assegnare all’intelligence e alla polizia, oltre ai 70 milioni già impegnati. Tuttavia, come anticipato dal presidente della commissione bilancio del senato, Giorgio Tonini, l’incremento dei fondi per la sicurezza potrebbe arrivare non subito ma nel passaggio alla camera.

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