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«Pacchetti di aiuti per velocizzare il Recovery Fund»

Il tema degli aiuti di Stato si sta confermando uno dei nodi più delicati in questa fase economica europea. Garantire l’equo accesso al mercato, senza provocare distorsioni, e al tempo permettere alla mano pubblica di sostenere la congiuntura non è cosa facile. Parlando ad alcuni giornali europei, tra cui Il Sole 24 Ore, la commissaria alla Concorrenza Margrethe Vestager ha spiegato ieri che sta lavorando su un quadro da applicare quando entrerà in vigore l’atteso Fondo per la Ripresa.

Con lo scoppio dell’epidemia influenzale e dinanzi a uno shock economico con pochi precedenti, la Commissione europea ha deciso di introdurre un quadro regolamentare più flessibile nell’ambito degli aiuti di Stato. Qualche settimana fa, l’esecutivo comunitario ha deciso di prorogare le norme straordinarie fino al giugno 2021 per quanto riguarda la liquidità alle imprese e fino al settembre 2021 per quanto riguarda le ricapitalizzazioni (si veda Il Sole 24 Ore del 14 ottobre).

A questo riguardo proprio ieri Il Sole 24 Ore ha messo in luce una circolare del governo italiano che precisa le regole comunitarie sugli aiuti di Stato. Il limite di 800mila euro, introdotto da Bruxelles in questa fase straordinaria nel cosiddetto quadro di riferimento temporaneo, riguarda singole unità economiche, non singole imprese. In altre parole, il gruppo, non la filiale. Alla richiesta di un commento, una portavoce della Commissione europea ha confermato l ’interpretazione del governo.

«Come sempre accade nell’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato (…) il concetto di impresa è legato a quello di unità economica», ha spiegato Arianna Podestà. «Pertanto, le soglie menzionate nel quadro di riferimento temporaneo devono essere considerate a livello di “unità economica” o di gruppo (…) Spetta al paese membro assicurare che l’aiuto sulla base di tale regime sia concesso in linea con le approvate condizioni». Il tema è delicato perché limita inevitabilmente l’uso dell’aiuto pubblico alle imprese.

La questione è uno dei molti aspetti d’attualità sul fronte degli aiuti di Stato. Un altro versante riguarda il rapporto tra le regole straordinarie attualmente in vigore e la nascita del prossimo Fondo per la Ripresa che distribuirà denaro all’economia europea per un totale di 750 miliardi di euro. Trovare un giusto equilibrio tra libera concorrenza e sostegno pubblico all’economia non sarà facile, in un momento in cui molti notano il rischio di divergenze tra i paesi membri.

«Stiamo lavorando a un piano che permetta al tempo stesso di uscire gradualmente dalle regole straordinarie e di far scattare norme basate su una fase di ripresa», ha spiegato ancora la commissaria alla Concorrenza. «L’obiettivo del Fondo per la Ripresa è di trasformare le nostre società, non solo di permettere il rilancio dell’economia (…) Stiamo quindi lavorando su un quadro che venga incontro al metodo di funzionamento del Fondo per la Ripresa».

«Poiché si tratta di una questione di velocità, è molto importante essere pronti a partire una volta che le cose miglioreranno», ha aggiunto la signora Vestager. In questo contesto, la Commissione sta lavorando su linee-guida, prevedendo casi in cui la notifica all’esecutivo comunitario di specifici aiuti di Stato non è necessaria. «Quanto ad altre situazioni, stiamo pensando a modelli prestabiliti (templates, in inglese, ndr) per velocizzare al massimo il nostro iter di autorizzazione».

«È come quando si va al supermercato – ha spiegato la commissaria –. Si possono scegliere le verdure una per una, oppure optare per un pacchetto che contiene tutti gli ingredienti con cui fare, per esempio, una ratatouille. Basta comprare e cuocere a casa. Vorremmo seguire lo stesso percorso. Certo un paese può scegliere nelle linee-guida ciò che gli interessa di più, oppure optare per un modello predefinito, per ottenere così un benestare molto rapido».

L’obiettivo di Bruxelles è di fare sì che il denaro del Fondo per la Ripresa sia gestito il più rapidamente possibile, evitando distorsioni alla concorrenza, ma al tempo facilitando il rilancio dell’economia. Il tema degli aiuti di Stato riguarda in Italia numerose società. Una in particolare è al centro delle attenzioni della Commissione europea da anni ormai: Alitalia, oggetto di indagini per possibili aiuti di Stato illegittimi per un totale di circa 1,3 miliardi di euro.

«Ci stiamo avvicinando a una decisione», ha detto la signora Vestager. La Commissione dovrà anche valutare la discontinuità economica della nuova compagnia, annunciata a metà ottobre, liberandola dagli obblighi di rimborsare eventuali aiuti illegittimi attribuiti alla vecchia Alitalia. Su questo fronte, la commissaria ha spiegato che la sua sarà una «valutazione complessiva» e occhiuta. Valuterà infatti elementi quali «aiuti, dipendenti, attivi, struttura, piano imprenditoriale».

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