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P.a. sentinelle antiriciclaggio

Segnalazioni antiriciclaggio al debutto nelle pubbliche amministrazioni. Arrivano, con il decreto dell’Interno del 25 settembre, in Gazzetta Ufficiale n. 233 di ieri, gli indicatori di anomalia per individuare le operazioni sospette da parte degli uffici della pubblica amministrazione e inoltrarle all’Uif (unità di informazione finanziaria).

Gli enti (già tenuti per legge alle segnalazioni ma finora largamente inoperosi) dovranno individuare al loro interno la figura del gestore che riceverà le informazioni rilevanti ai fini delle operazioni sospette.

In particolare, per gli enti locali con popolazione inferiore a 15 mila abitanti sarà possibile individuare un gestore in comune ai fini dell’adempimento dell’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette.

La finalità degli indicatori di anomalia, si legge nel decreto, è quella di «ridurre i margini di incertezza connessi con le valutazioni soggettive e hanno lo scopo di contribuire al contenimento degli oneri e al corretto e omogeneo adempimento di segnalazione».

Nel provvedimento si spiega che la mera ricorrenza di un comportamento non è motivo di per sé per far scattare la segnalazione per la quale è comunque necessaria una valutazione effettiva.

Gli operatori trasmettono la segnalazione all’Uif quando sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per individuare la presenza di operazioni di riciclaggio. Le valutazione potranno prendere spunto ad esempio, dall’uso elevato del contante, dai settori interessati all’erogazione di fondi pubblici come quelli relativi ad appalti e sanità, rifiuti o fonti rinnovabili. Non dovranno essere segnalate le violazioni della normativa sulla circolazione del contante.

Una specifica indicazione è fornita per quanto riguarda le operazioni e i comportamenti svolti nei settori dei controlli fiscali, degli appalti e dei finanziamenti pubblici. Dovranno «essere valutati sulla base degli elementi di anomalia indicati per ciascun settore e dei seguenti criteri (…): incoerenza con l’attività o il profilo economico patrimoniale del soggetto cui è riferita l’operazione; assenza di giustificazione economica; inusualità, illogicità, elevata complessità o significativo ammontare dell’operazione».

La strada della segnalazione dell’operazione sospetta è autonoma e parallela all’eventuale segnalazione in procura, qualora siano riscontrati profili di reato.

Gli indicatori di anomalia non rappresentano un quadro statico ma, come spiega lo stesso decreto, il provvedimento sarà aggiornato periodicamente per l’integrazione degli indicatori di anomalia per l’individuazione delle operazioni sospette.

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