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Outsourcer nell’occhio della banca

 di Fabrizio Vedana 

Banche, sim, sgr, società fiduciarie e intermediari dovranno verificare con maggiore attenzione la corretta impostazione dell'outsourcing degli adempimenti antiriciclaggio. I consigli di amministrazione e i collegi sindacali sono invitati farne una valutazione periodica volta ad accertare, tra l'altro, che l'outsourcer sia dotato dei necessari requisiti tecnici e professionali.

Lo chiede Banca d'Italia con una comunicazione del marzo scorso. L'istituto ha rilevato diversi casi di anomalia nella gestione esternalizzata degli adempimenti antiriciclaggio e in particolare ha riscontrato inadempienze nella corretta e tempestiva registrazione in archivio unico informatico con conseguenti riflessi sulle segnalazioni antiriciclaggio aggregate, dovute alla carenza di procedure in essere presso gli outsourcer. Banca d'Italia, dopo aver richiamato gli intermediari alla rigorosa applicazione degli obblighi imposti dal decreto legislativo 231/2007 e delle disposizioni attuative anche nell'ipotesi di esternalizzazione, rimarca come gli intermediari stessi conservino la piena responsabilità delle attività affidate ai terzi.

Il tema dell'outsourcing riguarda, in particolare, gli intermediari che hanno delegato a soggetti terzi (centri servizi, professionisti ecc.) la tenuta dell'Archivio Unico Antiriciclaggio e l'invio alla Banca d'Italia-Uif delle segnalazioni antiriciclaggio aggregate (SARA).

Banca d'Italia ribadisce poi che, qualora sia stata data in outsourcing la funzione antiriciclaggio così come previsto da un provvedimento emanato dalla stessa Autorità di vigilanza il 10 marzo 2011, l'intermediario delegante dovrà comunque nominare un responsabile interno con il compito di monitorare il servizio svolto in esternalizzazione e di assicurarne il corretto svolgimento da parte dell'outsourcer.

Bankitalia invita banche e intermediari a formalizzare nel contratto di outsourcing le modalità di svolgimento del servizio. Alla luce di quanto sopra funzione antiriciclaggio, compliance e internal audit saranno chiamati a verificare software e sistemi informatici in uso nonché i requisiti degli eventuali outsourcer. Utile cartina di tornasole potrebbero essere le verifiche antiriciclaggio su clienti gestiti dall'outsourcer.

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