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Ottemperanza anche a sentenza non definitiva

Con la riforma del processo tributario il giudizio di ottemperanza può essere attivato anche se la sentenza non è divenuta definitiva. Le pronunce dei giudici sono immediatamente esecutive. I contribuenti, infatti, se l’esito della sentenza di primo grado è favorevole possono chiedere al fisco il rimborso delle somme pagate e, in caso di mancata restituzione entro 90 giorni dalla notifica della sentenza, hanno la facoltà di esperire il giudizio di ottemperanza innanzi alla commissione tributaria provinciale o regionale, a seconda del grado in cui pende il giudizio.

Se la somma dovuta dal fisco è di importo non superiore a diecimila euro o comunque se la questione che forma oggetto della causa concerne il pagamento delle spese di giudizio la commissione tributaria decide in composizione monocratica. Lo prevede l’articolo 9 del decreto delegato di riforma del processo tributario, approvato dal Consiglio dei ministri e ora al vaglio delle commissioni parlamentari per il parere.

Il nuovo articolo 67-bis della normativa processuale tributaria (decreto legislativo 546/1992), introdotto dal citato articolo 9, prevede che le sentenze tributarie sono esecutive. L’articolo 69, inoltre, stabilisce che «è immediatamente esecutiva» la sentenza di condanna al pagamento di somme in favore del contribuente. La liquidazione delle somme, però, può essere subordinata dal giudice, tenuto conto delle condizioni di solvibilità dell’interessato, alla prestazione di idonea garanzia. I costi della garanzia sono poi a carico della parte soccombente in base all’esito definitivo del processo. Il fisco ex lege è tenuto a pagare le somme dovute entro 90 giorni della sentenza o dalla presentazione della garanzia, se richiesta dal giudice. Altra novità importante contenuta nella legge di riforma, a differenza di quanto disposto dalla normativa vigente, è quella che consente di attivare il giudizio di ottemperanza anche se la sentenza non sia divenuta definitiva, se la controparte risulti inadempiente. Per le pronunce di primo grado il ricorso per l’ottemperanza, qualora non venga data esecuzione alla sentenza nei termini fissati, deve essere indirizzato alla commissione tributaria provinciale; è competente a decidere, invece, la commissione regionale se il giudizio pende nei gradi successivi.

È importante sottolineare, infine, che la somma in contestazione incide sulla composizione dell’organo giudicante, collegiale o monocratica. L’articolo 70, nella sua nuova formulazione, dispone espressamente che se la somma dovuta al contribuente è di importo non superiore a diecimila euro, o comunque se si controverte in ordine al pagamento delle spese processuali, la commissione tributaria decide in composizione monocratica.

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