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Orsi, non ci fu corruzione internazionale

«E’ finito un incubo». Sono le prime parole di Giuseppe Orsi, ex amministratore delegato di Finmeccanica, non appena il presidente del collegio giudicante di Busto Arsizio, Luisa Bovitutti, finisce di leggere il dispositivo della sentenza che lo condanna a due anni per false fatturazioni ma che lo assolve dall’accusa più grave, quella di corruzione internazionale, «perché il fatto non sussiste». Stessa sorte per Bruno Spagnolini, ex ad di AgustaWestland, la società leader nel settore degli elicotteri controllata proprio da Finmeccanica. Entrambi erano accusati di avere corrotto un generale indiano per la vendita di dodici Aw101 all’esercito di Nuova Delhi, un appalto dal valore di 560 milioni di euro.
L’inchiesta era stata avviata dalla Procura della Repubblica di Napoli e poi trasferita per competenza a Busto Arsizio – visto che in provincia di Varese ha sede la AgustaWestland – dopo le dichiarazioni di Lorenzo Borgogni, ex manager del gruppo Finmeccanica, che era stato allontanato dall’azienda. Lo scorso luglio il pm Eugenio Fusco aveva chiesto la condanna a 6 anni di reclusione per Orsi e a 5 anni per Spagnolini, per entrambi i capi di imputazione. I due manager erano accusati di aver pagato una tangente di 51 milioni di euro a funzionari indiani, di cui 14 sarebbero finiti alla famiglia dell’ex capo di Stato maggiore dell’aeronautica, Sashi Tiagy, Per i giudici, però, i due dirigenti non ricorsero alla corruzione per aggiudicarsi quell’appalto, mentre vennero gonfiate le fatture ai consulenti per pagare meno tasse. Una verità giudiziaria, cristallizzata per ora in primo grado, che potrebbe portare l’India a rivedere le sue decisioni più drastiche: il blocco del contratto di fornitura degli elicotteri nonché il divieto a partecipare ad altre gare, proprio in conseguenza di questa vicenda. La condanna per false fatture è limitata al periodo di imposta dal maggio 2009 al giugno 2010 e la pena è sospesa. Orsi e Spagnolini sono stati inoltre condannati a un anno di interdizione dai pubblici uffici, mentre ad AgustaWestland spa verrà confiscata l’imposta evasa su un milione e 360mila euro per il 2009 e quella su oltre 2 milioni e 40mila euro per il 2010. Il Tribunale ha inoltre condannato i due imputati al risarcimento dei danni all’Agenzia delle Entrate, da liquidarsi in separata sede, e al versamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di un milione e 500mila euro. Nessun risarcimento è stato invece riconosciuto al ministero della Difesa indiano, che si era costituito solo per il reato di corruzione internazionale. «Ovviamente abbiamo sempre saputo che non c’era corruzione. Ma ora è il Tribunale che, superando le suggestioni del pm, lo dice. La magistratura giudicante è una garanzia per i cittadini italiani», ha commentato Orsi. «Abbiamo buttato un anno e mezzo di vita », ha aggiunto Spagnolini Caduta l’accusa di corruzione internazionale, il neo amministratore delegato Mauro Moretti potrà recuperare i rapporti commerciali con il governo indiano. Una lettera per fissare al più presto un incontro partirà nei prossimi giorni. L’obiettivo del gruppo italiano è quello di chiedere a New Delhi di rivedere la decisione del novembre scorso, quando con atto unilaterale congelò la fornitura per i dodici AgustaWestland, la commessa incriminata che ha un valore di 560 milioni. Dei dodici velivoli ne sono stati consegnati solo tre. «Finmeccanica – ha dichiarato Moretti – si libera definitivamente dal peso che gravava sulla sua immagine a livello internazionale e recupera la reputazione che le compete».
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