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Orlando: «Processo civile, dalla riforma un punto di Pil»

Milano
Si tratta di «un provvedimento che noi consideriamo strategico anzi forse, per quanto mi riguarda, il più strategico portato di fronte a quest’Aula dal Governo, perché considero che qui si può determinare davvero un definitivo cambio di passo in una materia che è assolutamente essenziale per la competitività del Paese». In questi termini il ministro della Giustizia è intervenuto ieri alla Camera sul disegno di legge delega per riformare il Codice di procedura civile, sottolineando che il miglioramento della giustizia civile potrebbe pesare un punto di Pil. Il testo, la cui discussione generale si è conclusa ieri pomeriggio, è da oggi al voto dell’Aula.
Orlando ha rivendicato l’attenzione del Governo alla giustizia civile e, nel dettaglio, si è soffermato su due degli aspetti strutturali previsti dalla delega: il potenziamento del tribunale delle imprese e la nascita del tribunale della famiglia. Sul primo ha sottolineato come devono essere evitati i rischi di un aumento dell’arretrato (si veda anche «Il Sole 24 Ore» di ieri) per effetto dell’allargamento delle competenze: la via è quella «di rafforzare gli organici e le strutture di tali tribunali, perché essi hanno individuato un modo diverso di fare giustizia, molto più direttamente collegato con i soggetti che sono gli «utenti» di questo settore; e tale esperienza credo costituisca anche oggi un elemento di forza del nostro sistema».
Anche sul tribunale della famiglia Orlando ha tenuto a essere rassicurante precisando che l’intervento non intende certo disperdere l’esperienza del tribunale dei minori, anzi si propone di innestarla in un contesto più ampio, tenuto conto anche del fatto che i tribunali dei minorenni hanno perso nel tempo svariate competenze e «si è venuta a creare una frammentazione molto forte».
Le tesi di un “fermo biologico” delle modifiche al Codice è stata poi confutata da Orlando, che ha ricordato come sono numerose le segnalazioni di farraginosità dei riti e come, alla fine, la scelta sia stata di intervenire nel segno della semplificazione.
E Orlando è tornato anche sull’allarme lanciato dal primo presidente della Cassazione Giovanni Canzio sui carichi di lavoro della Corte: «la Cassazione sul penale più o meno si difende (naturalmente, si potrebbe sempre fare di più); il vero punto di caduta è nel civile, ma nel civile, nelle sezioni civili, metà del contenzioso è originato dalle commissioni tributarie, e quel contenzioso spesso vede lo Stato come parte del procedimento. È quindi chiaro che noi dobbiamo provare a vedere di fare la pace con noi stessi. Chiamare, cioè, tutti i soggetti che in qualche modo alimentano il contenzioso per parte pubblica e capire se quelle sono le uniche strade che si possono seguire, cioè quelle del riversare sulla giurisdizione una quantità molto significativa di domanda di giustizia o, invece, seguirne altre per consentire ai cittadini di utilizzare meglio quegli strumenti che la giurisdizione offre».

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