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Orlandi «rilancia» sul Pos

La nuova norma sui Pos per ora è solo una «moral suasion». A margine dell’incontro, tenuto al Cnel, per il «Premio Lef tesi di laurea 2012-2013» (riconosciuto dall’associazione per la legalità e l’equità fiscale che fa riferimento anche all’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco), il nuovo direttore dell’agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, nella sua prima uscita pubblica, non ha rinunciato a intervenire su alcuni temi caldi di politica fiscale e contrasto all’evasione. «Credo ci voglia una scelta politica aggiuntiva rispetto a uno strumento che per ora è solo di moral suasion», ha risposto a una domanda sull’efficacia contro l’evasione del nuovo obbligo in vigore dal 1° luglio del Pos per i pagamenti sopra i 30 euro per professionisti, artigiani e commercianti.
Il neodirettore ha voluto dire la sua anche su altri argomenti caldi: «L’introduzione del reato di autoriciclaggio (il riciclaggio di denaro illecito compiuto dalla stessa persona che ha ottenuto tale denaro con mezzi illegali, ndr) nel provvedimento sul rientro dei capitali», ha aggiunto la Orlandi, «fa svoltare questo Paese. È un mezzo di contrasto all’evasione fortissimo e innovativo».
L’intervento del neodirettore sull’obbligo del Pos non ha mancato, però, di suscitare polemiche tra politici e operatori. Questi ultimi, come il responsabile fiscale della Confartigianato, Andrea Trevisani, precisano che «introdurre nuovi adempimenti pare in controtendenza rispetto ai principi della delega fiscale. Le informazioni di cui oggi dispone l’Amministrazione finanziaria, a cominciare dalla banca dati delle movimentazioni finanziare, rappresentano uno straordinario bagaglio di conoscenze che permette un’efficace contrasto all’evasione». Per i professionisti, Marina Calderone, presidente dei consulenti del lavoro, parla di un «aumento dei costi per gli studi, soprattutto nel caso di categorie che non hanno un contatto diretto con il consumatore finale. Chi ha rapporti con le imprese ha esigenze diverse rispetto ai pagamenti con le carte di debito». Gli fa eco Vilma Iaria, presidente dell’ Associazione dottori commercialisti: «Noi rilasciamo fattura e riceviamo pagamenti con assegni. Il Pos obbligatorio rappresenta solo un contributo ulteriore alle banche. Siamo disposti a collaborare per recuperare l’evasione fiscale. Ma più le regole sono complicate, più quest’ultima aumenta». Dalla politica l’ex ministro e presidente dei deputati del Ncd, Nunzia De Girolamo, attacca: «Se il direttore dell’agenzia delle Entrate pensa che la priorità, per il rilancio dell’economia italiana, sia accelerare sull’obbligo del Pos per partite Iva, Pmi e professionisti, allora va fuori strada».
Dalla Orlandi non è mancata anche una risposta sui blitz anti-evasione come quelli di Cortina: «È stata montata una polemica. Credo invece che ci voglia un lavoro sereno e di continuità. È quello che stiamo facendo. Nei prossimi giorni il governo presenterà in Parlamento il rapporto sull’evasione fiscale e da lì si vedrà qual è la linea politica. Quello che possiamo assicurare come Agenzia – ha concluso – è il massimo impegno. Legando le tasse alle cittadinanza e alla legalità si può trasmettere il messaggio che “le tasse sono una cosa bella”, come disse l’ex ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa». Anche il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, ha sottolineato come sia necessario «compiere un passo in avanti verso la cultura della legalità fiscale», attraverso «l’apprendimento e l’insegnamento». Mentre l’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco, ha criticato anch’egli la norma sui Pos: «È riferita a una platea troppo estesa di operatori, non è stata preceduta da una trattativa con le banche per evitare costi eccessivi e infine non prevede penalità».

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