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Orlandi: “Abbiate fiducia nell’Agenzia delle entrate nessuna taglia o aggressione”

Basta aggressioni all’Agenzia delle entrate e con i toni «scandalistici». La neo direttrice del braccio operativo sulle tasse del ministero dell’Economia, Rossella Orlandi, ha replicato così alle accuse sui bonus ai dipendenti espresse dall’ex ministro del Tesoro Visco e dal presidente dell’Autorità anticorruzione Cantone. Sul tema la Orlandi ha chiesto un «atteggiamento costruttivo» e lo stop alle polemiche. Il neodirettore ha spiegato che «il premio incentivante e il salario di produttività sono legati a una serie di parametri previsti dalla convenzione con il Mef». La legge, ha aggiunto, dispone «che se le agenzie raggiungono i livelli complessivi previsti dall’amministrazione, viene pagata una somma che fa parte del contratto di lavoro». Si tratta, ha concluso, di «qualche centinaio di euro l’anno, non è una taglia sulla testa di nessuno, e non è legata solo agli incassi ».

Nella arena anti-tasse di Confecommercio, alla sua prima uscita pubblica, la Orlandi, succeduta ad Attilio Befera, ha puntato l’indice contro l’evasione fiscale: «Nel nostro paese, sanatorie, condoni e scudi sono il pane comune. Si deve avere un rapporto sereno con l’amministrazione fiscale e si deve essere convinti che c’è una pena per chi sbaglia», ha detto la Orlandi che ha aggiunto che le misure per il rientro dei capitali dalla Svizzera dovranno essere accompagnate dall’introduzione del reato di autoriciclaggio. Questo reato, come è noto, consentirà di perseguire chi utilizza i ricavati dell’evasione fiscale e di mettere in atto sequestri. Inoltre la «numero uno» dell’Agenzia ha annunciato che la priorità sarà la lotta ai «grandi evasori»: «La nostra priorità sarà quella di cercare le cose più grosse, pericolose e insidiose », ha osservato.
Ma la neo-direttrice è entrata anche nel tema della semplificazione riconoscendo le difficoltà del nostro sistema: «Io che sono un’esperta di fisco – ha raccontato – per capire come dovevo fare l’Imu di casa mia ho perso un pomeriggio…». La risposta più imminente sarà il varo del «730» precompilato: «Sarà una rivoluzione copernicana per 20 milioni di contribuenti», ha detto la Orlandi parlando del nuovo modello on line che potrà arrivare a regime nel giro di tre anni. Ma la direttrice ha anche lanciato un avvertimento: «La sperimentazione – ha detto – sarà possibile se ognuno rispetterà la tempistica che gli compete, altrimenti fallisce subito. Ciascuno deve prendersi le proprie responsabilità ». Ma al convegno di ieri della Confcommercio si è parlato anche di pressione fiscale. I dati emersi dallo studio dell’organizzazione dei commercianti indicano che la pressione fiscale in Italia è al 53,2 per cento del Pil, considerando l’economia sommersa sulla quale naturalmente non si pagano tasse: è un dato che ci pone in vetta alla classifica mondiale. E anche se ci si limita alla pressione fiscale, misurata con i canoni ufficiali, che l’ufficio studi della Confcommercio definisce “apparente”, si resta piuttosto in alto: al 44,1 per cento del Pil. «Abbassare le tasse e’ il passaggio ineludibile », ha chiesto a Renzi il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli. Dal convegno è giunta una ennesima doccia fredda sulla crescita italiana. Dopo Bankitalia ed Fmi, anche Confcommercio ha abbassato le stime sul Pil a +0,3 per cento per quest’anno, contro il +0,5 per cento previsto a settembre. A pesare, secondo quanto rileva la Confcommercio, è il peggior andamento degli investimenti, in contrazione dello – 0,9 per cento, contro il – 0,3 per cento stimato a settembre, mentre i consumi dovrebbero leggermente migliorare a +0,2, rispetto +0,1 previsto in precedenza.
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