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Organi di controllo con l’assemblea per i bilanci

Con l’assemblea di approvazione del bilancio 2018, nelle Srl deve essere valutata l’opportunità di nominare l’organo di controllo al fine di conformarsi alle nuove regole introdotte dall’articolo 379 del Dlgs 14/19, senza attendere il maggior termine di nove mesi indicato dalla medesima disposizione. L’obbligo nasce nel caso in cui:

– la società sia tenuta alla redazione del bilancio consolidato;

– o controlli una società soggetta alla revisione legale dei conti;

– o se per due esercizi consecutivi, superi uno dei seguenti limiti dimensionali: 1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale o ricavi delle vendite e delle prestazioni pari a due milioni di euro; 3) numero di dipendenti occupati in media pari a 10 unità.

Ma la norma come novellata sembrerebbe concedere un lasso di tempo maggiore rispetto a quello previsto dal Codice civile (30 giorni dall’assemblea).

Un’immediata applicazione della norma (come peraltro auspicato in una recente nota dal conservatore del registro delle imprese di Bologna) consentirebbe all’organo di controllo di esplicare con più efficacia la propria funzione già nel corso dell’esercizio 2019 e di ottimizzare l’attivazione dei sistemi di allerta, per favorire l’emersione e la gestione tempestiva della crisi. Si rammenta che l’innovazione più significativa della riforma della crisi d’impresa è l’introduzione di una procedura d’allerta e di composizione assistita della crisi.

Il sistema di allerta si basa su obblighi organizzativi in capo all’imprenditore e su obblighi di segnalazione posti in capo a determinati soggetti. Gli obblighi organizzativi prevedono che l’imprenditore non individuale debba implementare un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato e si debba attivare senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti per il superamento della crisi. Tale norma è in vigore già dal 16 marzo scorso e quindi l’imprenditore ha già attualmente l’obbligo di istituire detto assetto. Sono previsti inoltre specifici obblighi di segnalazione in capo agli organi di controllo societario (allerta interna) nonché ai creditori pubblici (allerta esterna), in presenza di indizi di crisi quali gli squilibri di natura patrimoniale, reddituale e finanziaria rilevabili attraverso appositi indici la cui elaborazione è demandata al Cndcec.

Tali soggetti hanno l’obbligo di verificare che l’organo amministrativo valuti costantemente, assumendo le conseguenti idonee iniziative, se l’assetto organizzativo dell’impresa sia adeguato, nonché se sussista l’equilibrio economico finanziario e quale sia il prevedibile andamento della gestione (il cosiddetto “forward looking”), nonché di segnalare immediatamente allo stesso organo amministrativo l’esistenza di fondati indizi della crisi.

Occorre infine considerare l’eventualità che la nomina del revisore alla data del 16 dicembre possa non mettere costui nelle condizioni ottimali per il rilascio di un giudizio, in assenza di una puntuale applicazione delle regole previste dai principi di revisione.

Nicola Cavalluzzo

Valentina Martignoni

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