Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Ordini in stile grande fratello

Ordini professionali alle prese con gli adempimenti in materia di anticorruzione. Con un obbligo ufficialmente già in vigore e scattato il 1° gennaio 2015, accompagnato però dall’attesa (e speranza) che le maglie sui principi da applicare si facciano un po’ più larghe.

A sciogliere le ultime riserve potrebbe essere l’incontro fissato per il prossimo 14 gennaio all’Anac, proprio tra le rappresentanze delle professioni aderenti al Cup, il Comitato unitario delle professioni, alla Rete delle professioni tecniche con i consiglieri della stessa Autorità nazionale per l’anticorruzione. Le categorie professionali chiedono una soluzione di giusto compromesso tra le esigenze di trasparenza, a cui comunque non vogliono sottrarsi, e la realtà di un comparto professionale composto per lo più di ordini di piccole dimensioni per i quali l’applicazione di tutti i principi contenuti in una normativa, ideata per grandi pubbliche amministrazioni, diventa di difficilissima attuazione. Già qualche mese fa il Cup per contestare l’applicabilità delle regole anticorruzione agli Ordini professionali aveva sottoposto all’Autorità un parere pro veritate in cui erano state rimarcate tutte le caratteristiche di rilievo degli Ordini che ne delineavano la specialità rispetto alle pubbliche amministrazioni in generale. Ma nulla da fare e al di là di una proroga dei tempi, slittati fino al 1° gennaio 2015, il presidente dell’Autorità Raffaele Cantone, aveva chiarito che la legge Severino sull’anticorruzione e i suoi decreti attuativi andavano applicati anche ai Consigli degli ordini.

La norma. In pratica, dal 1° gennaio 2015 l’Autorità eserciterà i propri poteri di vigilanza sul rispetto dell’obbligo di adozione del piano triennale della prevenzione della corruzione, del programma triennale della trasparenza o dei codici di comportamento e della nomina di un Responsabile della prevenzione della corruzione dell’ente. In conformità alle disposizioni che derivano poi dal dlgs n. 33/2013, inoltre, sulla homepage del sito istituzionale di ciascun Ordine dovrà essere creata tempestivamente una apposita sezione denominata «Amministrazione trasparente», destinata a contenere dati, informazioni e documenti pubblicati in base alla normativa. E chi non ottempera paga. L’articolo 19, comma 5, del dl n. 90/2014, (convertito, con modificazioni, in legge n. 114/2014), prevede infatti una sanzione amministrativa non inferiore, nel minimo, a 1.000 euro e non superiore, nel massimo, a 10 mila euro, nel caso in cui il soggetto obbligato ometta l’adozione dei piani triennali di prevenzione della corruzione, dei Programmi triennali di trasparenza o dei Codici di comportamento.

Le problematiche. Un’applicazione che se dovesse essere attuata senza modifiche sarebbe quasi impossibile considerando per esempio, solo soffermandosi sul versante della trasparenza, le regole anticorruzione impongono agli organi di indirizzo politico richiamati dal dlgs 33/13 la pubblicazione di redditi e patrimoni, ma anche atti di nomina, curricula, compensi legati alla carica e ad altri incarichi pubblici. I commercialisti, che nel frattempo hanno redatto apposite Linee guida in materia, si sono posti tra le altre cose il problema per esempio della figura del responsabile della prevenzione della corruzione. Questo secondo la norma di riferimento (legge 190/12) può essere individuato tra i dirigenti amministrativi di ruolo di prima fascia in servizio, figura che però per gli enti di piccole dimensioni è praticamente impossibile da trovare. In attesa che l’Anac si esprima anche su questo il Cn, come scritto in una informativa (n. 36/14), ha chiesto agli ordini di piccole dimensioni di inviare una rapida descrizione dell’organizzazione amministrativa, con riferimento al numero dei dipendenti e ai dati di bilancio relativi all’ammontare complessivo delle entrate e delle spese sostenute.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non chiamatela più utility locale. Il gruppo A2a cerca il salto di categoria: da società dei servi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo la crisi, scatta la "riscrittura" del Recovery Plan da parte del Parlamento. Il documento di 16...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

A2A lancia il piano industriale al 2030 per riposizionare l’azienda, «passando dal mezzo al fine,...

Oggi sulla stampa